| Il ministro Sirchia applica la legge sulla fecondazione artificiale: una cella frigorifera per 24 mila provette A Milano la cripta di ghiaccio per tutti gli embrioni d´Italia "Creati" prima delle nuove norme non possono essere impiantati né distrutti Flamigni: "E´ una operazione troppo rischiosa, ci sarà una pioggia di denunce" MARIO REGGIO «Stiamo pensando ad avviare la casa degli embrioni esistenti inviati dalle singole cliniche, in modo da gestirli con maggior sicurezza». L´affermazione è del ministro della Salute Girolamo Sirchia. Parole pronunciate ieri al termine del Convegno nazionale sulla Psoriasi. «Conosco il ministro Sirchia, mi sembra una persona avveduta. Ma se fosse così - commenta il professor Carlo Flamigni, uno dei maggiori esperti nel campo della fecondazione - sarei sorpreso, dispiaciuto e prenderei l´iniziativa come un insulto al mondo sanitario». Cosa vuol dire "per gestire gli embrioni con maggiore sicurezza"? Qualcuno ha paura che dopo l´entrata in vigore della nuova legge sulla procreazione assistita possa nascere un mercato clandestino degli embrioni crioconservati? «A meno che il ministro non abbia inteso parlare solo di quelli rimasti orfani, cioè abbandonati - continua Flamigni - per poi cercare le famiglie per l´adozione prenatale. Ma sono davvero pochi, non più di duecentocinquanta. E poi sarebbe meglio che venissero gestiti dalle Regioni, se non altro per evitare alle coppie che sono titolari degli embrioni di fare centinaia di chilometri per arrivare a Milano. E poi chi garantirà che durante il trasporto non subiscano danni irreversibili? È troppo rischioso, il ministro potrebbe essere sommerso dalle denunce legali». E poi perché concentrare tutto a Milano? «Non è certo la città che vanta la più alta cultura sulla procreazione. Poniamo il caso che un giorno questi embrioni possano essere di nuovo utilizzabili: se una coppia, dopo essersi sobbarcata un viaggio di centinaia di chilometri dovesse scoprire che non attecchiscono? - prosegue Carlo Flamigni - io farei partire subito una denuncia. Poi la medicina non si può basare sul sospetto, è un insulto ai professionisti che lavorano sulla procreazione. Voglio ricordare che chi ha fatto congelare gli embrioni sono persone che soffrono e meritano il massimo rispetto». Ma siamo ancora nel mondo delle ipotesi. Vediamo cosa dice la legge appena approvata dal Parlamento. L´articolo 17 dice: «Entro 30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale i centri per la fecondazione assistita dovranno notificare al ministero della Salute, il numero degli embrioni crioconservati, rispettando la privacy, ma con i nominativi delle coppie a cui appartengono». E subito dopo: «Entro tre mesi, il ministro con decreto stabilisce le modalità e i termini della conservazione degli embrioni, che non possono essere utilizzati né distrutti». Ma allora le oltre cinquemila coppie che ne hanno la titolarità non potranno più esercitare il loro diritto? Mistero. E poi, dopo l´entrata in vigore della legge, ci sarà poco da conservare in frigo. Visto che d´ora in poi sarà possibile produrre non più di tre embrioni per volta, ovvero il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto. Insomma un bel ginepraio. Le linee guida della legge non sono ancora state scritte. E non sarà facile. Lo ammette lo stesso ministro Sirchia: «Ci aspetta un percorso non semplicissimo che cominceremo a fare con una commissione di giuristi e tecnici. Questo compito va realizzato in maniera rispettosa della modifica costituzionale per cui dobbiamo assicurare i livelli essenziali di assistenza e l´uniformità della loro applicazione, tenendo presente i ruoli delle Regioni». La prima reazione politica arriva da Elena Montecchi, vicecapogruppo Ds alla Camera, coordinatrice del gruppo di lavoro sulla legge. «Sono stupefatta. Un ministro che fa una dichiarazione del genere, così estemporanea, in primo luogo offende la classe medica - afferma la parlamentare - poi getta nel caos i centri per la procreazione assistita e nell´angoscia le coppie che hanno intrapreso questa difficile strada. Non gioca su argomenti come la procreazione assistita, quando sono in campo delicate questioni morali ed etiche. L´articolo 17 della legge è talmente ambiguo da rendere difficilissima la comprensione di quello che dovrà fare il ministero della Salute - conclude - durante il dibattito parlamentare non abbiamo mai avuto il piacere di parlare con Sirchia. Ma se dovesse confermare le sue dichiarazioni chiederemo la sua immediata convocazione in Parlamento per sapere quello che vuole fare». |
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