| «Fecondazione in vitro, un tradimento dell’uomo» Il genetista gesuita Serra: la procreazione è diventata un bene di consumo, che scardina il rapporto di coppia di ANNA MARIA SERSALE Ma quello che più preoccupa i gesuiti è l’imporsi di una «antropologia alternativa», che scardina «il rapporto uomo-donna, secondo la ragione naturale e in particolare secondo il cristianesimo», creando uno «scombussolamento totale», le cui prime vittime sono la coppia e la famiglia fondata sul matrimonio. Anche la fecondazione in vitro e la tendenza di «volere un figlio ad ogni costo» è vista come conseguenza di questo generale dissesto. «La procreazione è diventata un bene di consumo - sostiene ancora il genetista gesuita - e il concetto di concepimento è diventato asessuale». Poi Serra sottolinea gli insuccessi della provetta: «In 25 anni non si è arrivati ad un risultato accettabile, solo il 10% degli embrioni trasferiti producono bambini, mentre gli altri vengono eliminati e uccisi. Su 1.347 embrioni, 761 sono anormali e gettati nell'alcol, 583 vengono trasferiti e solo 39 sono i nati. Questa tecnologia è per le mamme un vero tradimento», spiegando l'elevato tasso di fallimento della fecondazione artificiale con l'assenza di «dialogo attivo» tra madre e figlio. E mentre i gesuiti rilanciano la polemica sulla fecondazione, Montecitorio si appresta a votare in modo definitivo il disegno di legge, che tornerà in aula tra dieci giorni per la copertura finanziaria. E a difesa del testo (di fatto già approvato dai due rami del Parlamento) si schiera il partito dei cattolici, un partito che ha spaccato l’Ulivo (una parte della Margherita ha appoggiato il governo) e ha comunque aperto ferito dentro la maggioranza, con il dissenso di molti laici aderenti alla Casa delle Libertà. Intanto, sulla legge pendono le accuse di «incostituzionalità» mosse dalla sinistra e dai radicali. Già è al lavoro un comitato promosso dalla Bonino e da Pannella per chiedere un referendum abrogativo della legge sulla procreazione. Anche il segretario nazionale della Quercia, Piero Fassino, lancia dure accuse: «Una legge sbagliata, ideologica e crudele, che calpesta i sentimenti e le aspirazioni di migliaia di donne e di uomini che vivono il problema della sterilità. Non solo, quelle norme vietano anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali». Sulle accuse di «crudeltà» e «oscurantismo» si trova d’accordo anche Alessandra Mussolini, esponente della Destra. Che aggiunge: «Questo è solo un primo passo per scardinare un’altra legge, la “194” sull’aborto. Il testo sulla fecondazione, infatti, sancisce che l’embrione è già persona». Ma i punti su cui si scontrano laici e cattolici sono molti. Tra questi, il divieto di fecondazione eterologa (quella con donatore) e il divieto per la donna di revocare il consenso all’impianto di embrioni. |
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