| COGITUS INTERRUPTUS A circa una settimana dal day after, spenti, momentaneamente gli echi del deo gratias, tentiamo anche noi di concludere momentaneamente e parzialmente le riflessioni che avevamo iniziato intorno alla legge sulla PMA. “Cronaca di una sconfitta annunciata” avevamo detto un bel po' prima, e in effetti la batosta è stata tanta, e anche di più; ma non tutta per merito di Ruini o dei parlamentari ruinomani prostrati all'altare del dictat vaticano. Molta sconfitta si è costruita sull'indifferenza alle tematiche in ballo, o sull'indifferenza e basta. Mai battaglia fu più facile. Se la chiesa fosse stata zitta, si sarebbe raggiunto il quorum? Fra gli indifferenti, quante sono le indifferenti?Ma la sinistra istituzionale quando si discuteva la legge (non dimentichiamo che l'emendamento Mantovano (AN) sui diritti del concepito è stato approvato quando al governo c'era ancora il centrosinistra) e quando si sono lanciati i referendum, ci è o ci fa? Domande alle quali, a parte l'ultima non potremo rispondere, ma sulle quali è ormai steso il cappello cardinalizio a dettare legge, nel vero senso del termine cosicchè Ruini può dire: “...credo che adesso in Parlamento non possa succedere niente perchè è necessario aspettare i tempi della sperimentazione. Poi, se si ritterranno opportune, potranno essere introdotte piccole e leggere modifiche...”. Ci tranquillizza il cardinale sulla 194, ...una cosa alla volta... Tira di più Ferrara, il santo, in fulgida levitazione dalle macerie del referendum il quale titolava sul Foglio: “La guerra culturale continua”. Non si sono mai visti tanti santi come in questo periodo: “... Guardate alle testimonianze del presidente del Senato e di Giuliano Ferrara. Sono voci profetiche...” (La Repubblica16 giugno'05, articolo su Radio Maria). Sì, sono profetiche perchè indicano la strada... Stroncata invece quella del clan scientista, i “cannibali” Veronesi, Dulbecco, Montalcini. Sconfitta pure, tra le bellissime la Bellucci, scesa nella tenzone a s-velare la gravidanza (a suo dire iniziata durante le riprese del film superintegralista “The Passion”) dalle pagine di Vanity Fair rivista di fashion e gossip per donne. E non si sono mai viste tante gravidanze messe a nudo come in questo periodo di campagna referendaria. Vale la pena di soffermarsi sulle immagini proposte: pance tolte dall'alone flou con le quali si rappresentavano anni fa, esposte con nitidezza di contorni, pance reali appartenenti a donne reali riprese per intero nude look, con look aggressivo (guantoni da boxe) o con look erotico (il velo nero della Bellucci); d'altra parte è anche un fatto di costume, la gravidanza non è più celata sotto camesotti larghi e informi, è sottolineata, evidenziata, mostrata, esposta, sovraesposta, oggettivizzata... L'occhio di tutti vi può accedere... Una gravidanza reale ha sostituito il feto iperreale imbastito e falsificato della precedente campagna terroristica contro l'aborto. Non che non si sia tentata anche questo giro da parte degli astensionisti una campagna di emotività epistemologica quando su quattro cellule viene riprodotto in trasparenza il volto di un bimbo sorridente...in fin dei conti il motto era “Tutti siamo stati embrione”, dato di certezza assoluta ma di non immediata linearità; ci si può immaginare indietro nel tempo, ma non in forma cellulare; quanto sia stato efficace per i non convinti a priori, non si sa. E le gravidanze quanto sono state convincenti per la campagna del Sì? In un museo in Australia è messa in esposizione la statua a grandezza naturale di una donna incinta, esposta nuda e cruda, reale, iperreale anche lei. Siamo nell'epoca del corpo; lo si è fatto a pezzi, organi senza corpi nell'epoca dei trapianti, e corpi contenitori, pieni di appeal nell'epoca della chirurgia estetica, ma vuoti di significato nell'epoca dell'iperconsumo... Lo “stato di gravidanza” era l'ultimo baluardo che restava da consumare nell'”evoluzione” del costume. E nella bramosia del vedere. Dopo il “feto pubblico” scandagliato dai sonar della scienza, visioni del dentro e del fuori che, ognuno nel suo settore e nel suo interesse continua a replicare su quel tutto o nulla chiamato corpo femminile. “Your body is a battleground” abbiamo scritto anche noi nella locandina di una nostra iniziativa a proposito della PMA, e in questa campagna refendaria, questo si è visto: la chiesa a proibire, la scienza a volere; e su quel campo di battaglia si è giocata la guerra all'ultimo embrione, ... con un sacco di confusione e non poca falsificazione. L'etica, per esempio... Sta forse il problema nella manipolazione dell'embrione? Stà lì dove lo mette la chiesa dal momento in cui lo ritiene “uno di noi”? Oppure stà lì dove (a tutt'oggi) lo mette la scienza, cioè un po' più avanti, quando quell'uno è uno di noi per via dell'abbozzo del sistema nervoso? La scienza sta lavorando alla clonazione (terapeutica) senza passare per l'embrione, senza urtare la chiesa, esulta il filone degli scienziati astensionisti; è così risolto il problema etico? Per quanto ci riguarda, no; perchè non sta lì; per quanto ci riguarda in gran parte sta nel manomettere pesantemente e in modo irreversibile il corso dell'evoluzione, intervenendo sull'embrione o sul genoma umano, animale o vegetale... e lasciamo da parte tutte le mistificazioni sulla cura delle malattie, sul futuro della medicina ecc. ecc. Dopo l'esito referendario gli scienziati del Sì sono incazzati; si chiamano a raccolta e intendono dare battaglia, certo, prima gli decurtato i fondi e poi gli tolgono la materia prima (l'embrione), che possono fare? L'aspirazione naturale sarebbe quella di procedere per la propria strada nella meravigliosa avventura alla scoperta e al controllo della natura. Talvolta incappa però nell'opera della chiesa impegnata nel controllo della donna (attraverso la riproduzione)... ed è guerra su quel campo di battaglia. Vale la pena di rileggere, in questo periodo, il bel testo di Barbara Duden “Il corpo della donna come luogo pubblico. Sull'abuso del concetto di vita” (Boringhieri 1994). Viene qui citato l'allora cardinale Ratzinger, quel funzionario della Curia il quale “in passato”, dice la Duden “... si è fregiato del titolo di grande inquisitore...”. Bene, questo ci riporta alla memoria Bacone, pure lui, ministro della giustizia per l'inquisizione nonché padre della scienza moderna quella che doveva “addomesticare, comprimere, mettere in forma la natura (comune prostituta) sicchè l'uomo ne divenisse padrone. Il cerchio si chiude. La chiesa ha dato la benedizione ai trapianti e agli OGM, non la dà alle staminali embrionali e non può mollare l'embrione; la scienza forse troverà vie alternative, se il “metodo Verlinsky”, quello alternativo, va in porto, il problema è risolto si torna d'amore d'accordo, altrimenti c'è la via dell'emigrazione in paesi dove si può sperimentare di tutto di più. perchè su scala globale, la scienza, questa scienza, vince sempre. Anche se stiamo precipitando in un vortice integralista e il vedere raffinato della tecnologia che coglie l'embrione in utero veramente per quello che è, non con le ricostruzioni opportuniste e propagandistiche degli anni '80 e filma la vita che cresce dentro una provetta -e mai come in questo caso vedere è potere-, dovrà scontrarsi con il vedere dogmatico della fede fondamentalista che nulla vede ma sull'ignoranza tutto può. Così, sul corpo delle donne, troppa luce o troppo buio... e troppi flash in questa campagna referendaria che hanno accecato senza nulla chiarire ma bruciando ancora di più quel consumato campo di battaglia. Il corpo, quello che ri-produce, deve tornare alle donne per intero, ... mio e me lo gestisco io..... non lasciamolo pensiero interrotto. |
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