Piergiorgio Welby, co-presidente dell´associazione Luca Coscioni, immobilizzato a letto dalla distrofia muscolare
"Questa non è vita, voglio l´eutanasia"
Video-appello di un malato a Napolitano: in Italia non c´è pietà
ELENA DUSI
ROMA - «Morire mi fa orrore, ma quello che mi è rimasto non è più vita. È solo un testardo accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche». Piergiorgio Welby, 60 anni, malato di distrofia muscolare, chiede di morire. E dal momento che l´eutanasia è vietata in Italia, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Scrivo a lei, ma mi rivolgo anche ai cittadini che avranno la possibilità di ascoltare questo mio grido, che non è di disperazione ma carico di speranza umana e civile».
Welby, copresidente dell´Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, ha accompagnato il suo messaggio con un video in cui appare immobile, a letto, con un respiratore artificiale che gli insuffla aria attraverso la trachea, la sua voce sintetizzata al computer che legge l´appello a Napolitano. «Io amo la vita. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia». Ma ora, prosegue Welby, «Il mio corpo non è più il mio. È lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio, ma sono italiano e qui non c´è pietà».
Welby è malato da diversi anni, ma le sue condizioni sono peggiorate negli ultimi mesi, immobilizzandolo a letto, impedendogli di usare il computer e lasciandogli la radio come unico passatempo. All´anno scorso risale la sua ultima uscita pubblica. In occasione del referendum sulla procreazione assistita, si presentò al seggio in carrozzella e con il respiratore in mano. Protestava contro la mancanza di provvedimenti per agevolare il voto dei disabili.
La richiesta di eutanasia di Welby è stata resa pubblica giovedì in una conferenza stampa alla Camera. Quest´autunno il parlamento dovrebbe affrontare il tema delicato del testamento biologico, che mantiene chiuse le porte di fronte alla "buona morte", ma tocca un tema sensibile come quello dell´accanimento terapeutico. Tommaso Pellegrino, deputato dei Verdi, vede nell´appello di Welby «l´occasione per riaprire il dibattito parlamentare sull´eutanasia». Il radicale Marco Cappato, segretario dell´associazione Luca Coscioni, incalza: «È urgente sbloccare il dibattito sul testamento biologico e abbattere il tabù dell´eutanasia clandestina di massa».
L´appello video di Welby è stato ripreso ieri sera dalla trasmissione del Tg3 Primo Piano. Ospite anche Beppe Englaro, il papà di Eluana. La ragazza ebbe un incidente a 20 anni e da 14 vive in stato vegetativo. Il padre si fece nominare tutore legale per sospendere le cure alla figlia. Finora tutte le richieste di "staccare la spina" sono state respinte dalla magistratura, ma una nuova udienza è prevista alla fine di ottobre alla Corte d´Appello civile di Milano.