| Il documento del Comitato nazionale di bioetica, firmato da 54 saggi, andrà ora all´esame del Parlamento Via libera al testamento biologico Si potrà chiedere la fine delle cure se si è in fase terminale La volontà sarà espressa "in forma scritta" da maggiorenni e depositata alla Asl Il medico avrà facoltà di eseguire o meno la volontà del paziente e dovrà motivarlo MARIA NOVELLA DE LUCA La terminologia è fondamentale. Se questo documento vede la luce è perché la parola eutanasia è stata bandita. Il presidente del Comitato di Bioetica, Francesco D´Agostino è riuscito nel difficile compito di unire le più diverse anime che compongono l´organo consultivo cercando di salvaguardare la libertà del paziente e l´autonomia del medico. Il testamento dovrà essere redatto «in forma scritta e mai orale da soggetti maggiorenni non sottoposti ad alcuna pressione», sarà affidato, come già avviene nei paesi anglosassoni, ad un fiduciario, una sorta di tutor, e dovrà essere depositato in un luogo "pubblico", presso una Asl ad esempio, o in ospedale. Il medico, come dicevamo, ha facoltà di eseguire o meno le volontà del paziente, ma se rifiuta dovrà inserire nella cartella clinica, per iscritto, un atto in cui motiva il suo no. Difficile la definizione sulla fine delle cure. Il documento prevede che si possa chiedere la sospensione di una terapia o di un intervento chirurgico se non sono più utili alla vita e soprattutto ad una vita "dignitosa". Non invece ancora definito se un paziente potrà chiedere la fine dell´alimentazione artificiale e dell´idratazione. Su questo tema il Comitato si è spaccato. Una parte dei membri, ha affermato Demetrio Neri, «sostiene che anche questi trattamenti devono rientrare nella disponibilità dei pazienti, altri hanno un atteggiamento più cauto e sostengono che solo nei casi più gravosi in cui si configura una forma di accanimento terapeutico verso il paziente tali trattamenti possono rientrare nelle volontà anticipate». A questo punto tocca al Parlamento. Il documento del Comitato è infatti un esempio di laboratorio politico sulla bioetica, tema sul quale invece, come dimostra la legge sulla Fecondazione, i politici non sembrano trovare, mai, punti di mediazione. |
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