| Usa, magnate offre premio a un uomo: non stacchi la spina alla moglie «Un milione se rinuncia all’eutanasia» Il giudice ordina la fine delle terapie NEW YORKQuanto vale una vita umana? Chi ha il diritto di staccare la spina? Chi può decidere se far morire un individuo? Sono tante le domande che assillano l’America dopo il no di Michael Schiavo all’offerta di un milione di dollari avanzata dal magnate californiano Robert Herring per convincerlo ad abbandonare gli sforzi legali che il 18 marzo, salvo colpi di scena, porteranno alla morte di sua moglie, Terri Schiavo, in coma da 15 anni. «Vergogna, questa offerta è un’offesa», ha protestato il quarantunenne Schiavo, rivelando che «in passato avevo già rifiutato 10 milioni di dollari ». L’uomo, che da anni si batte contro i genitori della moglie per staccare il tubo d’alimentazione gastrica che la tiene in vita, è deciso ad andare avanti. Dalla sua ha il verdetto del giudice George W. Greer, che giovedì ha respinto la richiesta dello Stato della Florida di rinviare di due mesi la rimozione del tubo per indagare su accuse di presunti abusi fisici e psicologici da parte dello stesso Michael. I suoceri l’accusano anche d’adulterio (convive con un’altra donna) e stanno cercando di farlo divorziare da Terri, per revocargli la tutela legale della figlia. E tenere in vita Terri. Herring è deciso ad usare i suoi miliardi per lo stesso scopo. «C’è ancora speranza spiega l’imprenditore ho assistito a guarigioni miracolose, grazie all’uso delle nuove terapie a base di cellule staminali embrionali». Nonostante questa dichiarazione, che ha già indignato i gruppi anti- abortisti, il miliardario può contare anche sull’appoggio del Vaticano, che ieri ha attaccato il giudice della Florida. «Impedire a qualcuno l’accesso al cibo e all’acqua è un modo spietato di uccidere quella persona ha detto monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita . Tenendo in considerazione esclusivamente gli aspetti medici e antropologici, ci sentiamo in dovere di affermare che la tale decisione va contro i diritti della persona e costituisce pertanto un abuso dell’autorità giuridica». E a battersi per tenere in vita Terri è da anni anche un sito, www.terrisfight. org, che ripercorre la sua sfortunata esistenza iniziata 41 anni fa nei sobborghi di Filadelfia. Dopo l’incontro all’Università della Pennsylvania, Terri e Michael si erano sposati nell’84, trasferendosi in Florida tre anni dopo, per star vicini ai genitori di lei. Michael lavora come manager in un ristorante, Terri è segretaria in una ditta d’assicurazioni. Appena può, lei corre in spiaggia ad abbronzarsi. «Era una dea del solericorda Michael . Era bellissima, per strada tutti si voltavano a guardarla». La giovane moglie che tutti gli invidiano è appassionata di musica e cinema. «Adorava George Michael, il pianoforte e i film d’azione, maanche le storie d’amore e le commedie». La sua vita cambia per sempre la notte del 25 febbraio 1990, quando Michael si sveglia per andare in bagno e trova Terri per terra a faccia in giù. Un infarto impedisce per 5 minuti il trasporto di ossigeno al cervello. Un’interminabile «apnea» che si rivelerà fatale. Per anni Michael Schiavo cerca di aiutare la moglie a riprendersi, ma quando i dottori gli dicono che non c’è più niente da fare, chiede allo Stato di poter applicare la «dolce morte». «E’ ciò che voleva lei spiega dopo aver visto un documentario di gente tenuta in vita artificialmente, mi fece giurare che non l’avrei mai fatto con lei». «Nostra figlia è una cattolica devota e aveva espressamente dichiarato di essere contro l’eutanasia », ribatte la madre di Terri, Mary Schindler. «Il vero motivo per cui Michael vuole staccare la spina è la sua fidanzata Jodi Ann Centone, con cui ha avuto una bambina nel 2002», la incalza il marito Bob. Secondo gli Schindler, Michael maltrattava Terri, minacciandola più volte di lasciarla se fosse ingrassata. Questo è un particolare importante perché i dottori hanno attribuito alla mancanza di potassio, comune in persone malnutrite, la causa scatenante dell’infarto precoce. «L’ho sempre amata», replica Michael, che dopo l’incidente è diventato infermiere per prendersi cura della moglie, prima di rinunciare completamente a salvarla, nel ’98. Invano i suoceri hanno cercato di convincerlo che Terri resta cosciente perché ogni tanto muove gli occhi e genera qualche rumore dalle labbra socchiuse in quello che leggono come la parvenza di un sorriso. «Abbiamofatto tutti i test possibili per vedere se era cosciente, ma non abbiamo avuto alcun segno positivo », sono le parole del noto neurologo James Barnhill. Ma mamma e papà sono decisi a non mollare. Alessandra Farkas |
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