Articolo da "La Repubblica " del 26 settembre 2006


Il Vaticano ai politici cattolici "No all´eutanasia, siate coerenti"
E oggi in Senato via alla battaglia sul testamento biologico
Da Fini a Fassino sì a una legge che disciplini le volontà del paziente
Il monito della Chiesa "Ma non diventi un cavallo di Troia per la dolce morte"

ELENA DUSI
ROMA - Il dibattito sull´eutanasia si trasferisce oggi in Parlamento. Nei due rami attualmente si contano 8 diversi progetti di legge. Alcuni sono favorevoli alla "buona morte", altri si propongono di serrare le porte ancora di più di fronte a ogni pratica di eutanasia. Per arrivare a un testo condiviso, stamattina a Palazzo Madama si tenterà di fissare il calendario delle audizioni della Commissione sanità.
L´importanza dell´appuntamento non è sfuggita al Vaticano. Nel pomeriggio di ieri il cardinale messicano Javier Lozano Barragan è intervenuto per chiedere un serrate le righe ai deputati e senatori che credono in Dio. L´eutanasia «è un percorso di morte» secondo il capo del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. «Spetta ai parlamentari cattolici essere coerenti ed esprimere il pensiero cattolico dentro i parlamenti». Secondo Barragan la legge sul testamento biologico va accettata a patto che non includa pratiche volte ad accorciare la vita: «Se contempla solo l´accanimento terapeutico può essere legittimo. L´importante è che non apra le porte all´eutanasia».
Ed è proprio sulla linea sottile che separa eutanasia e accanimento terapeutico che si muove tutto il dibattito politico sollevato da Piergiorgio Welby. Giovedì l´uomo, paralizzato da distrofia muscolare, aveva scritto al capo dello stato chiedendo una strada per porre fine alla sua vita. Ma se di fronte alla parola "eutanasia" lo schieramento politico reagisce con un no quasi generale, il rifiuto dell´accanimento terapeutico su un malato che non ha speranza di guarire trova d´accordo anche i cattolici. Emblematica la posizione di Scienza e Vita, il comitato sorto per iniziativa della Cei che ha parlamentari nella Margherita come in Alleanza Nazionale.
L´eutanasia, secondo il movimento, «rappresenta una scorciatoia per non impegnarsi umanamente e clinicamente con il malato». Allo stesso tempo Scienza e Vita esprime «contrarietà nei confronti dell´accanimento terapeutico». Apertamente favorevole nei confronti dell´eutanasia è la posizione dei Radicali e dell´associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, di cui Welby è copresidente. In posizione di mediatore si pone Ignazio Marino, il presidente della commissione Igiene e sanità del Senato che rappresenta l´anima della riflessione sul testamento biologico e sui limiti all´accanimento terapeutico all´interno dei Ds. La rotta da lui tracciata prevede un «no all´accanimento terapeutico: questo ridimensionerà di molto anche il problema dell´eutanasia».
Sulla proposta di un testamento biologico che escluda la "buona morte" sembra coagularsi la maggioranza dei consensi. Il leader di An Gianfranco Fini auspica «una legge sul testamento biologico per evitare l´accanimento terapeutico». Il segretario dei Ds Piero Fassino si dice favorevole a «una buona legge sul testamento biologico per dare una regola giusta e umana a questo tema delicato». La manifestazione della propria volontà è un «atto che non confligge con i precetti della fede» anche secondo Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia.

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