No all´annullamento
Stato di diritto
"Sentenza per Eluana, no alle interferenze"
Il presidente della corte d´appello di Milano difende le toghe. Gasparri: eversivo
Né il potere legislativo né quello esecutivo possono mettere nel nulla le sentenze definitive
In uno Stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta per quanto nuova sia la domanda di giustizia
PIERO COLAPRICO
MILANO - Appena il nome di Eluana Englaro viene pronunciato in un´aula di giustizia, scatta la polemica di una parte della politica. Lo schema è stato riconfermato ieri, all´apertura dell´anno giudiziario di Milano. Giuseppe Grechi, presidente della corte d´appello, ha rivendicato il ruolo di garanzia sociale dei magistrati: «Né il potere legislativo né il potere esecutivo possono porre nel nulla le sentenze definitive», proprio come quella che riguarda questa donna in stato vegetativo da diciassette anni e due settimane oggi.
I giudici, a suo parere, non «hanno invaso territori altrui». Ma, quando sono stati chiamati a occuparsi di questa vicenda da papà Beppino Englaro, non potevano esitare: «In uno stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta, per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta». Inoltre, «i provvedimenti non si commentano, non si giudicano, si impugnano». In questo caso, però, hanno avuto sempre riconferme, ricorda Grechi. E per di più la magistratura milanese rivendica il primato dei corsi d´aggiornamento, che rendono i colleghi «informati e consapevoli dei nuovi sviluppi della scienza».
Se quest´intervento viene applaudito dentro il palazzo di giustizia, poco dopo scoppia la reazione di una parte del centrodestra. Per il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, quelle del milanese Grechi tutto sono meno che perle di saggezza: «Ribellarsi al Parlamento è un attentato alla Costituzione. Il presidente della Corte di Appello di Milano è un eversivo. È una vergogna che ricopra quel ruolo. È un nemico del diritto e della democrazia. Le sue frasi sono da denuncia», dice. Gli vanno dietro il sottosegretario Alfredo Mantovano, che parla «della sindrome di onnipotenza che attraversa fasce anche autorevoli della magistratura»; ed Eugenia Roccella, che critica «i toni dittatoriali».
Viceversa, è uno dei più ascoltati consiglieri di Silvio Berlusconi, e cioè l´avvocato e deputato Gaetano Pecorella, a smentirli: «Condivido quello che ha detto il presidente Grechi e penso che la sentenza Eluana deve essere rispettata e applicata». Da sinistra alza la voce Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna, che trova nelle parole di Grechi «un´ulteriore autorevole conferma di quanto ho sottolineato più volte nelle scorse settimane».
Lo stesso Grechi appare piuttosto sorpreso per l´attacco di Gasparri, ma non arretra: «Sono convintissimo di quel che ho detto». Le critiche dell´ex missino per l´anziano magistrato sono ironicamente «amenità. Io sono un libero magistrato, lui un libero rappresentante del popolo, non cambio idea e né chiedo che la cambi lui, questa è la democrazia e non ho altro da replicare». Anche Beppino Englaro evita di dilungarsi: «Quel che mi fa piacere è che ancora una volta i principi di diritto chiariti nella vicenda di Eluana per la magistratura sono intoccabili».