Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 27 dicembre 2008




Eluana, appello alle Procure
Il sottosegretario Mantovano: i pm impediscano un omicidio
Continuano le polemiche sulla donna in stato vegetativo Il Pdl: «Le Regioni facciano rispettare l’atto di Sacconi»

ROMA. «La Procura della Repubblica ha il dovere di impedire l'omicidio di Eluana. Le notizie che forniva ad Avvenire il neurologo dottor Giuliano Dolce non possono lasciare indifferente l’autorità giudiziaria nel cui territorio si trova oggi Eluana Englaro». L’ennesima polemica sulla donna in stato vegetativo da 17 anni l’accende alla vigilia di Natale il sotosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. «I dati obiettivi che il dottor Dolce comunica (possibilità di alimentazione anche senza sondino, manifestazioni di vitalità come il ciclo mestruale e l'impulso della tosse) — aggiunge l’eponennte del governo – rappresentano elementi di fatto diversi rispetto a quelli dai quali è partita la Cassazione. Pertanto, conclude Mantovano: «Dubito che, con queste novità, in presenza un protocollo di morte come quello elaborato dalla clinica Città di Udine, una Procura della Repubblica non senta il dovere di intervenire per evitare quella che sarebbe nient'altro che la realizzazione di un omicidio».
Il protocollo siglato dai legali della famiglia Englaro con la casa di cura friulana, come è noto, è stato illustrato alcuni gioni fa al capo della procura di Udine, dottor Biancardi, che si è riservato di esaminarlo in modo approfondito. Nel frattempo, mentre in regione le polemiche dei giorni scorsi hanno lasciato spazio alla riflessione, continuano le prese di posizione a livello nazionale. La dichiarazione di Matovano è perfettamente in linea con l’appello lanciato da Laura Bianconi vice-presidente dei senatori del Pdl e componente della Commissione Igiene e sanità. Di fronte alle considerazioni del neurologo Dolce dice: «Non possiamo restare inermi. Chiedo formalmente che il ministro Sacconi si adoperi per inasprire, rendendolo più vincolante, il suo atto d’indirizzo». «Mi auguro - aggiunge poi - che, prima che sia troppo tardi, si faccia chiarezza su questo punto che ribalterebbe completamente il giudizio su cui si è basata la Cassazione per emettere la sentenza di Eluana». «Staccare, quindi, il sondino che alimenta e idrata Eluana - sottolinea - forse potrebbe essere fatto ma per alimentarla ed idratarla tramite l'assunzione per bocca dei liquidi di cui ha bisogno per vivere e non certamente per farla morire». Da qui «un accorato appello a tutti i Governatori delle Regioni affinchè - cnclude Bianconi - si attivino per controllare che l'atto d' indirizzo del ministro Sacconi, che invita tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate a non interrompere l'idratazione e la nutrizione delle persone in stato vegetativo persistente, quindi semplicemente altamente invalide, venga rispettato procedendo in caso contrario ad applicare le dovute sanzioni».
E per tenere in vita Eluana si moltiplicano le iniziative delle associazioni cattoliche. L’ultima è di ieri. «Fraternità Cattolica» assegnerà alla Englaro ad honorem la propria tessera n.1 per il 2009 ed invita le associazioni cattoliche «e quanti hanno a cuore il diritto alla vita» ad adottare la stessa iniziativa. Infine i quotidiano Liberal, invece di nominare, come è usuale, l’uomo dell’anno, ha deciso di dedicare la copertina e un ampio servizio di 8 pagine alla «donna dell'anno». Una scelta presa perchè, come si legge nella nota di presentazione, «una cosa è certa, Eluana è ancora viva ed è oggi il simbolo della sofferenza, ma anche del dibattito lacerante tra la sacralità della vita, l'utalitarismo dell' esistere, la garanzia di un'esistenza decorosa».