|
La protesta della Sinistra democratica e dei laici contro l’atto del ministro che blocca la clinica di Udine disposta a staccare il sondino alla donna
Sit-in al ministero: «Lasciate in pace Eluana»
E il Movimento difesa del cittadino ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro la direttiva
ROMA. «Il dolore non è un affare di governo, lasciate Eluana e la sua famiglia in pace: ora silenzio», recitava uno striscione che campeggiava sotto la sede del ministero del Welfare a via Veneto, il più grande tra quelli che ieri mattina sono stati srotolati nel corso del sit-in organizzato da Sinistra democratica per chiedere “silenzio” sul caso di Eluana Englaro. E in silenzio i manifestanti hanno affollato l’ingresso del ministero del Welfare.
Nel corso del presidio l’ex ministro della ricerca scientifica Fabio Mussi ha detto che «oggi siamo qui non per parlare del caso Eluana ma del caso Sacconi e delle sue minacce ai soggetti che possono applicare una sentenza della Cassazione su cui il governo non ha poteri sovrastanti». Il ministro del Welfare, ha aggiunto Mussi, «ha fatto un atto inaudito sul piano della legalità democratica per fare un favore agli integralisti che vorrebbero senza limiti di legge decidere sulla vita e sulla morte. È come mettere una bomba alla serranda di un commerciante che non paga il pizzo, è un’azione intimidatoria che colpisce uno dei fondamenti dello Stato di diritto».
Per Giovanni Berlinguer, parlamentare europeo di Sinistra democratica e presidente onorario della Commissione di bioetica, la richiesta da fare al ministro Sacconi è: «Taci. Non è il tuo compito. Il ministro ha abusato del suo potere, perchè c’è una sentenza della Cassazione. Mi auguro che qualcuno lo chiami a renderne conto».
Per Claudio Fava, segretario nazionale di Sd, «quello del ministro Sacconi è stato un atto di rapina politica nei confronti di una dignità disarmata come quella di Eluana Englaro e della sua famiglia».
Intanto, il Movimento difesa del cittadino, attraverso l’avvocato Gianluigi Pellegrino, presenterà un ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contro la direttiva Sacconi che impone alle Regioni e alle Asl di non permettere la sospensione della nutrizione forzata, prendendo a pretesto il caso di Eluana Englaro. Lo rende noto la stessa associazione in un comunicato.
Per l’associazione, l’atto del ministro «è illegittimo e infondato perchè la riforma del Titolo V ha eliminato ogni riferimento all’“interesse nazionale” e, quindi, non permette al governo centrale ingerenze nelle materie di competenza delle Regioni. Inoltre, la legge La Loggia del 2003 ha esplicitamente vietato atti di indirizzo e coordinamento in materia sanitaria».
Oltre a questo, dal punto di vista più generale, «il provvedimento di Sacconi si legge ancora nella nota dell’Mdc si sostituisce al Parlamento e alla magistratura, per altro in spregio di varie decisioni di quest'ultima. Infine, dal punto di vista politico, è inaccettabile il ricatto esplicitato dalle affermazioni del ministro che minaccia alla struttura sanitaria di Udine, disponibile ad accogliere Eluana Englaro, la revoca della convenzione col servizio sanitario nazionale».
|