Articolo da "Il Messaggero Veneto" del 21 dicembre 2008




E’ TORNATO IL PAPA RE

di GIORGIO GALLI
L’aspetto tragico della vicenda di Eluana Englaro non è il porre fine a una vita, come si dice, ma il prendere atto che alla vita di Eluana è stato posto fine molto tempo fa, perché quella che vive attualmente non è una vita naturale. Credo che questa sia la principale contraddizione della Chiesa.
Io non sono né credente né cattolico, quindi non mi permetto d’interferire sulle questioni della Chiesa, ma dal punto di vista logico c’è una contraddizione evidente, al di là dell’essere credente o non credente.
Si dice che la natura debba fare il suo corso perché tale sarebbe la volontà di Dio, ma, a parte che la volontà di Dio non è accertabile, rimane il fatto che, lasciando fare alla natura il suo corso, la vita di Eluana si sarebbe conclusa molto tempo fa. È stato solo l’intervento della scienza a forzare una situazione che viene considerata vita. In realtà, noi non sappiamo né l’origine della vita né cosa ci accadrà dopo la morte. La Chiesa pensa di saperlo, ma è una convinzione non condivisa a livello planetario.
Invece sappiamo bene che cos’è la vita e la scienza ha chiaramente stabilito che quella di Eluana non è vita. Le misure sanzionate dalla Magistratura italiana e dalla Corte di cassazione prendono atto che questa vita è già finita da tempo, non che si può reciderla, come dice la Chiesa o come in Lombardia afferma il presidente Formigoni. Questo per me è il fondamentale punto.
Eppure la lettiga che stava andando a prendere Eluana a Lecco per portarla a Udine è stata fermata dall’iniziativa di un ministro della repubblica che ha minacciato qualche tipo di rappresaglia, credo che non si possa chiamarla diversamente, nei confronti di una struttura sanitaria privata che si accinge ad applicare una sentenza che è legge dello Stato. Ho visto alla televisione l’amministratore della clinica privata di Udine e mi ha colpito: la sua voce si è levata in difesa della Costituzione e delle leggi. Devo dire che nel mondo della politica oggi invischiato in meschine vicende di tangenti e favori vari non ho sentito alcuna voce che abbia avuto la stessa dignità e il vigore della protesta, sia pur misurata, dell’amministratore della clinica Città di Udine, la cui attività viene messa a rischio dalle prevaricazioni di un ministro della repubblica. A me sembra incredibile che un ministro che ha giurato fedeltà alla repubblica intervenga per bloccare l’applicazione di una decisione che, ripeto, è la presa d’atto che la vita si è conclusa da tempo e non finisce nel momento in cui cessa l’alimentazione artificiale.
Questo episodio dimostra come per il ministro Sacconi, che tra l’altro vanta il suo passato socialista, il principio etico minoritario della Chiesa cattolica venga ritenuto prevalente rispetto alle leggi dello Stato italiano. Credo che si debba ritornare al tempo del Papa re per trovare una situazione simile. Non credo che negli anni 50 si sarebbe potuto trovare un ministro della Democrazia cristiana disponibile ad assumere un atteggiamento come quello del ministro Sacconi. Questo è molto indicativo non di valori etici, ma della situazione politica italiana e del fatto che, di fronte a una tendenza conservatrice nella società, la Chiesa cerchi di aumentare il suo peso politico, un comportamento legittimo, dal suo punto di vista.
Ciò che però è molto sgradevole è che non ci sia alcuna resistenza. Eppure spirito laico significa semplicemente dire che la Costituzione italiana vale di più delle convinzioni etiche della Chiesa cattolica. In Toscana, un socialista che è rimasto tale, Riccardo Nencini, si è interessato affinché gli istituti clinici pubblici della sua regione potessero rendersi disponibili per accogliere Eluana. Ma, a quanto ho letto, l’amministrazione regionale, a maggioranza di sinistra, ha criticato la sua presa di posizione. Mi sembra clamoroso, è indice di un contesto di cultura politica abbastanza preoccupante. Va anche detto che la Costituzione italiana è un insieme di leggi estremamente rispettose della Chiesa cattolica e dei suoi valori, recepiti nell’articolo 7, che nel 1947 ebbe il solo voto contrario dei socialisti (ma quello favorevole dei comunisti). Ma oggi questo sembra non bastare più, una situazione che credo sia unica nel contesto delle democrazie occidentali.
Il dolore di questa tragedia umana ha dimensioni tali che condivido la richiesta di silenzio e riserbo della famiglia Englaro. Non si può però tacere quando questa situazione diventa emblematica di valori, anche etici, che riguardano tutti i cittadini italiani: ciò che qui è in discussione è l’affermazione dei valori laici dello Stato e che ci sono ministri della repubblica che credono di poter anteporre alla Costituzione e alle sue leggi i valori minoritari della Chiesa, un’istituzione sì potente, ma che però è un’istituzione umana, come le altre.