|
L´appello di Scienza e Vita: "Diciamo no all´esecuzione"
MILANO - Sollevare un conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato davanti alla Consulta per verificare se la sentenza su Eluana Englaro abbia «carattere abnorme» e non sia lesiva delle prerogative del Parlamento: a chiederlo ieri con una mozione a Palazzo Madama un gruppo di senatori del Pdl, dell´Udc e della Lega, primo firmatario il presidente emerito Francesco Cossiga. Sarà la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama in programma martedì prossimo a decidere quando discutere la mozione, probabilmente prima della pausa estiva. Tra i dubbi sollevati, quello per cui la Cassazione avrebbe erroneamente ritenuto che l´interruzione dell´idratazione e dell´alimentazione non possano essere qualificate come eutanasia. Sempre ieri, però, c´è stata un´altra presa di posizione sulla vicenda della ragazza in coma vegetativo: l´associazione Scienza e Vita ha lanciato un appello definendo la decisione dei giudici milanesi «la prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana». Numerose le adesioni raccolte: le Acli, l´Azione cattolica, il Movimento per la Vita, l´associazione Dossetti e il Forum delle famiglie, ma anche singoli politici - come la teodem Paola Binetti e Savino Pezzotta - e cittadini comuni.
Sul Foglio di oggi anche Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale, esprime il suo parere: «La sentenza su Eluana manca di basi giuridiche rispetto al diritto vigente: ognuno sta cercando una soluzione in base alle proprie vedute ideologiche, morali, religiose. Io non entro nel merito di questi aspetti ma solo della questione strettamente giuridica».
|