Articolo da "La Repubblica" del 16 luglio 2008


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La natura riprenda il suo corso
Eluana, l´anatema dei vescovi
Bagnasco: "Non potete uccidere quella ragazza con una sentenza"
Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e bere a una persona che ne ha bisogno
E l´Avvenire, il giornale dell´episcopato, usa parole forti: si scongiuri il precipitare degli eventi
MARCO POLITI
DAL NOSTRO INVIATO
SYDNEY - Non si può eliminare una vita per sentenza. Appena atterrato a Sydney, il cardinale Bagnasco prende posizione contro l´ipotesi che venga staccata la spina a Eluana Englaro lasciando che la natura faccia il suo corso.
E´ la dichiarazione più impegnativa della Chiesa italiana sulla vicenda e nel suo rifiuto totale di quanto disposto dalla Corte d´Appello di Milano il cardinal Bagnasco riprende quanto detto a suo tempo dal cardinale Camillo Ruini durante un convegno a Frascati. Nutrizione, idratazione, ventilazione non possono mai essere interrotti ai malati, nemmeno se si trovano in stato vegetativo permanente.
Il presidente della Conferenza episcopale italiana, è intervenuto con la maniera delicata che gli è propria, ma il messaggio è stato netto. «Da una parte - ha esordito il cardinal Bagnasco- sono doverosi sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza», ma dall´altra - ha incalzato - «non possiamo tacere che si tratta di un momento delicato, difficile, drammatico: se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza».
Immediata la replica dall´Italia di Beppino Englaro, papà di Eluana: «Non voglio insegnare niente a Bagnasco, che ha il diritto di esprimere la propria posizione che ricalca il magistero della Chiesa». Però c´è un dato di fatto. «Qui non si tratta della consumazione di una vita - ha spiegato Englaro - ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto. La situazione è stata creata clinicamente e se ne deve uscire clinicamente secondo protocolli che rispettino la persona umana».
Per parte sua il presidente della Cei ha ribadito la linea della gerarchia ecclesiastica: «Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico, è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi». La stessa posizione che a caldo il neo-presidente dell´Accademia pontificia per la Vita monsignor Fisichella aveva espresso a Repubblica. Bagnasco ha concluso con un´esortazione: «E´ un momento di forte preoccupazione, che deve fare riflettere seriamente tutti noi e tutte le persone di buona volontà».
L´Avvenire, giornale dell´episcopato, si muove nella stessa direzione, ma usa parole più forti invitando categoricamente in un editoriale: «Si scongiuri il precipitare degli eventi». Per l´Avvenire non si tratta di staccare la spina, ma di «aprire una via di morte». La sentenza di Milano è definita una «mostruosità», dimenticando che negli Stati Uniti sono stati per primi i tribunali a esprimersi su casi del genere, stimolando il Congresso ad approvare successivamente una legge sul testamento biologico che risponde al sentire dei cittadini statunitensi così come desidera la maggioranza dei cittadini italiani.
Nonostante gli attacchi rivolti recentemente dal Foglio al cardinale Tettamanzi, l´Avvenire aderisce alla manifestazione lanciata da Giuliano Ferrara. Portare silenziosamente tante bottiglie d´acqua in piazza del Duomo per bloccare l´iniziativa del papà di Eluana di sospendere l´accanimento terapeutico nei confronti della figlia. Intervistato dall´Avvenire Ferrara fa parzialmente marcia indietro sulle accuse di «tiepidezza» rivolte a Tettamanzi.
Nella sua prima conferenza stampa a Sydney, Bagnasco ha toccato anche l´argomento immigrazione. L´Australia, ha ricordato, ha accolto in passato tanti nostri connazionali. Perciò l´Italia non dimentichi il suo tradizionale spirito di solidarietà verso gli immigrati, senza trascurare le «giuste esigenze di sicurezza e rispetto delle leggi».
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