COSCIENZE
da obiezione, da accanimento, da predazione, da nulla.

Quando la coscienza detta l'obiezione. Succede a Milano, all'ospedale Niguarda dove un medico anestesista si è rifiutato, in quanto obiettore, di somministrare un antidolorifico ad una donna, dopo, e quindi, per il fatto che, questa donna aveva subito un aborto terapeutico.
Un arbitrio, a nostro avviso, criminale, su base morale.
Terribile pensare, con un ragionamento per contiguità, a che cosa apre le porte la logica secondo cui sono le assunzioni morali del curante a decidere se una persona è o non è degna di ricevere la cura. C'è chi odia i gay, c'è chi odia i rom, c'è pure chi odia le donne tout court... Si prefigurano situazioni paradossali tanto quanto quella accaduta al Niguarda, tanto quelle che sono accadute con il rifiuto della prescrizione della pillola del giorno dopo... tanto quelle che accadranno se queste obiezioni partorite dalla morale non trovano un freno. Il freno andava messo già nella legge 194, perchè se l'obiezione di coscienza aveva un senso nel periodo di transizione, per chi già si trovava ad operare quando la legge è entrata in vigore, ora non più. Se sei contrario all'aborto, scegli un altro mestiere oppure vai a lavorare da un'altra parte, cambia clinica, vai dai preti dove gli aborti non si fanno (se poi si fanno clandestini, è un altro paio di maniche)...
Non si può pretendere che i diritti degli altri siano subordinati alla nostra coscienza.

Eppure accade anche che la coscienza detti, invece che l'astensione, l'accanimento.
E' il caso di Eluana di cui oggi si parla perchè la cassazione ha riconosciuto al padre il diritto di togliere il sondino che alimenta e tiene vivo il corpo della figlia.
E' una sentenza ad personam, (l'unica degna, fra le tante vergognose di cui sappiamo) che riconosce la volontà espressa.
Ma no! Non si può, irrompono in modo vociante e volgare le coscienze che si alimentano a cannuccia nell'insindacabilità della fede.
In anni e anni in Italia non sono riusciti a partorire una banalissima norma nella quale si riconosca al singolo il diritto di decidere della propria morte, nè mai riusciranno a produrre una norma decente. " Si vedrà presto, in concreto, che il governo sa dove andare" dice la sottosegretaria Roccella (ex radicale andata al PdL quota AN); certo, questo governo della schedatura razzista, dell'immunità per i politici , dell'esercito per le strade, sa dove andare... "...il centrodestra sta elaborando una nuova cultura politica..." Infatti la stiamo vedendo e la assaporiamo nelle parole di Roccella che dice:
"Insomma: nessuno permetterebbe che un bene materiale, una casa, ma anche solo un'auto, passasse in eredità senza un testamento scritto, con tanto di bollo notarile, mentre per lasciar morire una persona bastano un paio di frasi dette davanti a qualcuno...".
Certo, cara Roccella, perchè per voi non conterebbe nemmeno quel testamento biologico che i notai trevigiani stanno offrendo alla cifra di un euro simbolico, perchè se quel paio di frasi racchiudono la nostra volontà, e quel qualcuno ne è testimone, quella va rispettata, cosa che tu non vuoi fare, perchè, checchè ne dica il tuo premier chino a baciar la mano al papa, altrochè occidente, siamo nel paese dei mullah. E' il clero che governa la sfera della vita e della morte dei cittadini.
"A lasciarli liberi nella morte, c'è il rischio che poi si sentano liberi nella vita" faceva dire Bucchi in una sua vecchia vignetta a un brutto ceffo vestito da chierico.
Così è. Così le fulgide coscienze illuminate dalle certezze della fede si prodigano nelle più vergognose oscenità: le suorine dal buonismo demenziale, il reincarnato Ferrara sempre pronto a campagne mediatiche teocon-splatter, clero di gradazione varia fino al papa e poi Celentano, molleggiato nel corpo ingrippato nel cervello; quello più volgare in fin dei conti; quando a supporto di Ferrara in una lettera al Corriere della Sera scrive: "...“Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli....". Disgustoso.

Quando si parlò di Terri Schiavo, la chiamammo morale cannibale. Un cannibalismo ideologico-fideistico che peraltro si affianca senza nessun fastidio a quelle coscienze che trovano certezze fideistico-scientiste e allora, invece che l'accanimento dettano la predazione. Ecco: anche se il cuore batte e il sangue circola, siamo morti; siamo morti perchè dobbiamo servire da pezzi di ricambio per altri. Una buona azione; alla chiesa va bene. Una donazione troppo spesso decretata da altri spinti ad interpretare il silenzio della nostra volontà. (Andate a vedere la documentazione dei casi della Lega contro la predazione degli organi). L'invenzione del silenzio assenso è un crimine.

Parlare di crimini nel contesto della sanità oggi è come parlare di nulla. Qualcuno ricorda la clinica Santa Rita? Pazienti resi incoscienti con l'inganno e curati talvolta da sani solo perchè veicolo per l'incasso nel bel sistema privatizzato alla Formigoni?
Figurarsi, oggi non esiste più nemmeno il ministero della salute; ma un bel sistema alla Ottaviano Del Turco, come hanno ricostruito gli inquirenti che lo hanno indagato, forse esiste, in piccolo o in grande in più di qualche regione.
Che cosa detta la coscienza nella fattispecie?
....Ai ai smai .... prisencolinensinainciusol ol rait (di Adriano Celentano).

Dumbles - feminis furlanis libertaris - 21 luglio 2008