A fianco, uno stralcio delle conclusioni del libro di Chiara Gazzola e Luisa Siddi "Il desiderio, il controllo, l'eresia - approcci critici alla bioetica, alla procreazione assistita e alla sperimentazione dei farmaci sulle donne e sui bambini-" Ed. La Fiaccola - marzo 2003
....E come donne che si può Fare, che si può dire?

Uno degli errori a cui è andato incontro il movimelito delle donne è forse quello di aver allentata l'attenzione rispetto a queste e dinamiche e a questi temi

Non ci siamo chiuse in casa, come qualcuno auspicherebbe semplicemente abbiamo rivolto la nostra attenzione ad altri impegni che ci attanagliano da vicino quanto questi.

E' il momento di avere il coraggio e la forza di riuscire a collegare l'impegno contro la guerra, contro il potere dei governi e delle chiese contro una classe di padroni dal volto rinnovato, contro una scienza pazza per la quale saremmo solo cavie da laboratorio... Con tutto il rispetto per le cavie. L'autodeterminazione consapevole è il collegamento possibile e necessario.

Vorremmo essere più pazze dei pazzi!... convinte come siamo che il concetto di malattia mentale sia falso.

Le streghe siamo noi, si diceva negli anni '70, perchè le streghe erano eretiche, conoscevano le erbe terapeutiche, offrivano una solidarietà e una competenza alle donne che volevano partorire o abortire senza che rischiassero di diventare vittime delle pratiche di medici macellai o di inquisitori senza scrupoli, perchè avevano escluso dalla loro esistenza il concetto di delega e di paura

Di che cosa abbiamo bisogno adesso per ricucire un'esperienza militante e una consapevolezza che ci faccia non sopravvivere ma esistere secondo criteri nostri?

Se ci troviamo di fronte ad un movimento femminista che si accontenta di un intellettualismo di maniera, come riuscire a contrapporre una pratica antiautoritaria che dia corpo alle nostre lotte?

Tutti i contenuti di questo libro, non offrono soluzioni, ma dubbi, quesiti e forse anche qualche proposta... le risposte non devono partire solo da noi. Perchè il nostro intento non è mai stato quello di fornire risposte. Ma di offrire stimoli, informazioni, riflessioni che possano nutrire un dibattito, ai nostri occhi non più rimandabile.