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Due lettere in più inserite qui e lì e si dà alla frase il senso che si vuole.
Una sequenza di basi inserite quì e lì lungo il DNA e si dà al vivente il senso che si vuole. Sensazionale! Dicono loro. Sensazionale, ripete il pubblico, ammirato e incantato fruitore dei prodotti e miracoli delle biotecnologie Non è cosa da poco dare al vivente il senso che si vuole; volendo si realizza quello che interessa, e, dal momento che spesso interessa quello per cui si guadagna, non è un caso che le applicazioni della ricerca genetica e della biologia molecolare trovino un fecondo interfaccia in società quotate in borsa. Il rientro economico è commisurato all'appetibilità del prodotto che, assieme ai suoi produttori, non ha difficoltà a legittimarsi. Terapie per le malattie genetiche, che, anche se non sembra, sono tante, anzi “quasi tutte le malattie sono genetiche" dice Francesco Baralle (1); tempo addietro si era detto che lo erano anche l'alcolismo, la tossicodipendenza e perché no, la propensione alla maleducazione... La malnutrizione, la fame nel mondo saranno cancellate da colture invincibili, resistenti a tutto e dappertutto coltivabili come i pomodori di Francesco Sala (2), NaCl-resistenti che si possono tirar sù anche sulle spiagge. Piace poi, piace molto il Progetto Genoma cospiquamente finanziato a partire dall’85 con tutto il DNA umano da leggere e mappare; è grazie a lui che si è belli come Sharon Stone o intelligenti come Einstein dice Vaclav Pacev(3) che dà i numeri: 1400 siti genici sequenziati a tutt’oggi; solo lo 0,33% tànto grande è il nostro corredo cromosomico; per il restante 99,67% si spera nei nuovi metodi di sequenziamento sperimentati ad Hidelberg, lì vanno più veloci e precisi, -anche con i crash-test-. Ed ha un suo fascino anche la precisione geometrica del DNA che, dice Vittono Sgaramella (4), “è bello", bello come il Partenone con il quale condivide la regola della sezione aurea (5). Questa comparazione estetizzante preoccupa il pubblico di studenti delle superiori che potrebbero temere un'interrogazione scolastica in merito, ma I’intervento di Arturo Falaschi (6), ammirato dei relatori, del DNA (anche del suo), auspicando Nobel in divenire fra gli spettatori li gratifica, li rassicura, apre e chiude così uno degli incontri pomeridiani di scienza e fantascienza a Trieste. Triste, triste considerare che il gene della critica (sic!), del dubbio o della ragione non si esprima a sufficenza nè fra i relatori (figurarsi!), nè fra il pubblico. Ammaliato e fiducioso si lascia condurre passin passetto sui viottoli della curiosità scientifica. I dubbi, le perplessità e le inquietudini che talvolta compaiono ai margini di ricerche in un settore così delicato sono fittizi perchè il trionfalismo e la parzialità con la quale la bontà del tutto viene propagandata, ha già catturato il consenso. Il consenso può anche convivere con quel po' di scetticismo che non sviscera mai a fondo le questioni e che si ferma davanti alla folgorazione della scoperta. “E se qualcuno lo sa (e ne ha il coraggio) dica, dica qual'è la scoperta che non deve essere fatta!” Mah! E dopo che Paolo Budinich (7) aveva definito un’idiozia l’idea di Sciascia sul suicidio del fisico Majorana, chi avrebbe il coraggio di rispondere essendo associato ad un idiota? La scienza va per la sua strada. E a fronte di questo, idiozie appaiono la regolamentazione giuridica e la bioetica, marginali e subalterne davanti al fatto compiuto. Non si toglie di mano il giocattolo al bambino che sta giocando. Rubbia è ancora lì che rompe gli atomi al torio, e il gioco del LEGO dell’ingegneria genetica è troppo appassionante e remunerativo. In questo la biologia è più fortunata della fisica, non ha bisogno di sincrotroni; una macchinetta per la pcr (8), qualche virus, dei batteri, topi, cavie varie ed è fatta. Tutto ciò che ha geni può diventare trans. Si transita rompendo le barriere naturali,
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La scoperta! "Figurarsi”, incalza Budinich, "allora dovremmo iniziare con processare Prometeo e il suo fuoco!” “E poi", si agita Sgaramella, l'uomo ha sempre orientato l'evoluzione, per esempio con l'allevamento e l'agricoltura”. Non c'è niente di cui spaventarsi; la fantascienza agiti pur mostri galattici e giurassici; nella realtà: "importante è l’uso che se ne fa di una scoperta!”. Questa è vecchia, dei tempi del dibattito sul nucleare. “Eh già, ma poi chi è che controlla? ”Anche questa e vecchia. Luoghi comuni mutuati dal dibattito sulla fisica ora trasposti pari pari alla biologia che per un suo senso di inferiorità, per non essere scienza esatta si è fisicalizzata. Matematizzando matematizzando ha trovato la sua migliore dimensione nel paradigma che descrive il vivente come cocktail di computer e teoria dell'informazione. La genetica studia il programma, il DNA è un codice che istruisce la cellula che è un processore di informazioni, il neurone è una Cpu, la sinapsi un organo di input/output. Il meccanicismo è più moderno e sofisticato e la macchina è sempre una buona metatora per definire la natura. Ma la sofisticazione si è anche rovesciata: i computer hanno i virus e si infettano, automi cellulari hanno comportamento natural-simile mentre algoritmi genetici forniscono il programma e la natura è metafora per illustrare la macchina. Ma che sia questo o che sia quello, è difficile riuscire ad intravvedere una comprensione della vita, un approccio ed un agire scientifico che non sia strumentale. L’intervento biotecnologico lo è senz’altro. Prepotente ed esaltata praticoneria che si fa beffe della complessità; lascia le nuove acqusizioni sul caso e sul caos ad altri settori, infastidita dal multidisciplinare ignora che vi è una sola legge in biologia: ovvero che tutte le leggi biologiche hanno delle eccezioni."Come minimo la scienza deve essere ciò che la natura è in realtà (9) Ma la scienza è stata tutto meno che questo. La vita si rivela un fattore entropico-riduttore, ma la scienza ha a lungo ignorato il secondo principio della termodinamica; la complessità è la caratteristica fondamentale dell'evoluzione organica ma la scienza orienta d’autorità l'evoluzione in senso semplificato e lucroso. Faust aveva dato l’anima in cambio della giovinezza. La scienza, ancora consolidata nella sua etica opportunista, residuo di pregiudizi epistemologici arcaici, è convinta di non dover dare niente in cambio del dominio sulla natura. Manipolando invece in modo meccanico la natura, ha perso la possibilità di comprendere ciò su cui interveniva "l'essenza implicitamente etica della natura" che perciò doveva essere guida e confronto dell'impresa scientifica. Con questo la scienza ha perso l'anima, ovvero la sua capacità autoriflessiva. Ma di questo, ai convenuti di Trieste non interessa niente. Rifondare la scienza? Eh! .Che cosa??
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NOTE 1) Ricercatore, ICGEB-Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia - Trieste. 2) Dipartimento di genetica e microbiologia - Universttà di Pavia. 3) Accademia delle scienze di Praga. 4) Dipartimento di genetica e microbiologia- Università di Pavia. 5) Il diametro dell'elica di DNA, nella forrna B, è la sezione aurea del suo passo. La sezione aurea di un segmento è la media proporzionale fra il segmento stesso e la parte rimanente - Lo stesso rapporto lo si ritrova fra le dimensioni della facciata del Partenone. 6) Direttore ICGEB - Trieste. |
7) Fisico teorico, curatore LIS - Laboratorio immaginario scientifico 8) Reazione a catena della polimerasi 9)M. Bookchin "L'ecologia della libertà " |
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