Articolo da "La Repubblica" del 10 maggio 2003
L´obiettivo dell´Airc è raccogliere dieci milioni di euro da investire subito
Nella ricerca sul cancro le donne sono più brave
Domani in tremila piazze un aiuto con le azalee

Quest´anno si è voluto dare un riconoscimento al lavoro scientifico "al femminile"

CLAUDIA DI GIORGIO
ROMA - E´ dedicata alle donne la giornata di raccolta fondi per la lotta ai tumori organizzata, come tutti gli anni, dall´Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in coincidenza con la festa della mamma.

Ma questa domenica 11 maggio 2003 ad essere celebrate saranno anzitutto le donne della scienza, le ricercatrici che, come ricorda un comunicato dell´associazione, popolano sempre di più i laboratori italiani e di tutto il mondo, dedicando in numero crescente "anima e corpo alla battaglia contro il cancro".

La tradizionale vendita di azalee, che si svolgerà in 3000 piazze italiane, avrà quindi come slogan "la ricerca è donna", e non solo perché una parte dei fondi (l´obiettivo è raccogliere 10 milioni di euro da investire già entro giugno) sarà destinata a progetti scientifici ideati e coordinati da donne. Ma perché il gentil sesso sembra un po´ più bravo di quello forte quando si tratta di spender bene i soldi ricevuti.

Analizzando i progetti finanziati nel corso del 2002, infatti, l´Airc ha fatto una curiosa scoperta. Se la produzione scientifica è pari tra i due sessi in termini numerici, la qualità degli studi firmati dalle donne risulta leggermente più alta, malgrado la quantità di fondi ottenuti sia mediamente inferiore. Per la precisione, l´anno scorso alle ricercatrici sono andati fondi Airc per 49.5 milioni di euro, contro i 57 consegnati ai colleghi maschi. A dispetto di questo svantaggio, l´impact factor, (o "fattore di impatto", la misura di valutazione della qualità di una ricerca attraverso il numero di citazioni ricevute) delle ricerche femminili è stato di 7.6 contro 7.5.

Sesso a parte, i ricercatori italiani sono comunque in prima linea nella ricerca sul cancro. L´Italia, ricorda l´Airc, è al secondo posto in questo settore di studi, dopo gli USA e alla pari con la Gran Bretagna, a conferma dell´alta qualità dei nostri "cervelli". Il loro lavoro, tuttavia, a causa della crescente scarsità dei fondi pubblici, dipende sempre più strettamente dall´esito positivo di iniziative come quella di domani. Vi sono settori della ricerca biomedica italiana, in cui il contributo finanziario raccolto con le donazioni copre quasi la totalità dell´impegno di ricerca. Secondo molti esperti, tra cui il premio Nobel Renato Dulbecco, senza associazioni come l´Airc o Telethon, la ricerca in Italia non avrebbe grandi speranze di sopravvivere.

Gli italiani, per fortuna, sono un popolo generoso. Ed avranno modo di dimostrarlo anche questa domenica, quando i volontari dell´Airc distribuiranno ben 800.000 piante di azalea in cambio di un contributo associativo di 13 euro. Da regalare, volendo, alla mamma. Ma soprattutto alla ricerca italiana, e quindi a noi stessi.