| Donne più sagge online È vero: la storia si ripete. Inesorabile. Se nell’Ottocento trionfava il libro, il genere romanzesco scritto da maschi e letto da donne, ora c’è Internet, creato e gestito da uomini ma usato soprattutto dal genere femminile. Allora in Francia le aristocratiche sul divano e le serve nei sottoscala si identificavano con la Madame Bovary di Gustave Flaubert, ora le ragazze si cercano l’amichetto nelle chat e le mamme di famiglia fanno la spesa online. Dalle ultime statistiche elaborate negli Stati Uniti e in Europa vien fuori che il mondo della new economy e dei nuovi media è dominio incontrastato dei maschi, ma di fatto ad usarli in modo migliore e ad apprezzarli di più sono loro: le donne. Secondo l’ultima indagine del maggio del 2001 messa a punto dalla Nielsen-NetRatings, l’azienda specializzata nella misurazione dell’audience, il pubblico di internauti americani è costituito per il 48,3% da uomini, contro il 51,7% di donne. E il trend è in crescita, dicono. Ma la cosa interessante è un’altra: le donne, meno interessate ai computer e a Internet, di fatto stanno meno tempo online dei maschi perché usano questo nuovo media in modo più efficace e utile: lo considerano uno strumento e non un passatempo. Ma c’è di più. Secondo una delle più importanti studiose americane dei nuovi media, Sherry Turkle, «le donne oggi non sono "computer-fobiche" piuttosto sono "computer-reticenti" perché il computer è sempre stato presentato a loro infuso di valori maschili (velocità, efficienza, individualismo) in cui le ragazze non si identificano». Il linguaggio adottato ad esempio, secondo la studiosa del Massachussetts Intitute of Technology di Boston (Mit), va ripensato: «termini informatici terrificanti come "abort" (abortisci), "kill" (uccidi) o "terminate" (stermina) sono chiaramente modi di idre tutti maschili» ( www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/Ngintervista .asp ). Per colmare questa lacuna culturale e sociale di «genere», per tentare di vincere la tentazione di essere solo «navigatrici», come le lettrici dell’Ottocento, alcune donne voglio passare all’azione. Entrare nella grande Rete da protagoniste. Un sito che si presenta già con questa idea chiara è www.dols.net /, la grafica è molto femminile: colorata, un po’ dislessica nel senso che non ha un centro, una gerarchia (che ricorderebbe la logica maschile) ma è spaziale, comunque molto funzionale. E soprattutto, il sito è ricco di contenuti. Il target è rappresentato dalle donne che lavorano nella new economy. Interessante è un loro sondaggio molto recente sul rapporto «donne e internet». Risultato: la maggioranza di loro che già lavora nel campo informatico e di Internet ha grandi aspirazioni professionali, ma la «resistenza» maschile, oltre alle incombenze della famiglia, è forte. Troppo! Il fenomeno dei siti al femminile in Italia, in questi ultimi anni, si sta allargando a macchia d’olio, sia a livello istituzionale che associativo o privato. Si va dal sito di categoria, come quello della federazione delle casalinghe italiane ed europee ( www.donne.it ) a quello più intellettuale che cerca di promuovere l’identità femminile: www.storiadelledonne.it/ infatti è un approccio teorico e pratico a questo tema. Un vero e proprio portale per le donne invece è www.altrameta.it/p_donne.html , il prolungamento di Virgilio. Si può trovare di tutto: oltre ad un settore dedicato alle donne musulmane, si va dalla consulenza dei cosmetici, della fitness, del rapporto con il «lui» all’impegno sociale per le donne di altri paesi, come l’Albania ( www.provincia.venezia.it/medea/ ). C’è anche un link originale: www.femmis.org/ , un sito curato dalle missionarie comboniane per una vera mobilitazione delle donne di tutto il mondo. Il sito è in cinque lingue e cerca di informare su tutto quello che succede alle donne del pianeta e quello che loro stesse stanno facendo.«Suore in piazza, un diritto e un dovere di cittadine», ecco il titolo di una notizia sulla grande manifestazione pacifista del 15 febbraio scorso. E infine, come al solito un po’ più a rilento, si sta muovendo anche la macchina istituzionale. Sta prendendo forma ad esempio www.palazzochigi.it/cmparita/ , il sito della «commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna». Tra le regioni italiane più avanzate in tema di pari opportunità e internet spicca l’Emilia Romagna. Sia il sito regionale, ( www.regione.emilia-romagna.it/web_gest/link/lkpar.htm ) che quello di Modena in particolare ( www.penelope-net.it/ ) sono le iniziative più efficaci. Tra i link più cliccati dalle donne che vogliono mettersi in proprio e diventare imprenditrici vincenti c’è www.osservatoriodonna.igol.it/ . pbitta@libero.it |
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