| Scoperto un nuovo «pillolo» Corsa al contraccettivo per lui Farmaco per una malattia rara disattiva il seme senza l’uso di ormoni Ma è quello sperimentato a Bologna il primo che sarà in commercio ROMA - Le scoperte avvenute per caso, a volte sono quelle di maggior successo. Chissà se lo stesso principio vale per l’anticoncezionale maschile, meglio conosciuto come pillolo. Uno studio pubblicato sulla rivista americana Pnas ( Proceedings of the National Academy of Science ) e ripreso dal mensile online di New Scientist sembrerebbe contenere una novità all’apparenza rivoluzionaria, perlomeno come strategia. Si è visto che un farmaco già utilizzato per curare una rara malattia ereditaria che colpisce milza e fegato, il morbo di Gaucher, riesce ad indurre temporaneamente la sterilità dei topini maschi deformando le cellule della riproduzione, gli spermatozoi. Ci vorrà del tempo prima di verificare se funziona anche sugli umani. TRADIZIONALI - Molto più vicino l’arrivo sul mercato del primo pillolo della storia basato sui metodi tradizionali (inibire la produzione del seme, portandola a livelli centinaia di volte inferiori al normale). Pochi giorni fa i due colossi del settore, le aziende Organon e Schering , hanno annunciato di aver unito i loro sforzi su un prodotto inedito. In 5 anni sarà in farmacia un contraccettivo maschile ormonale, oggi in fase di sperimentazione clinica avanzata. Si tratta di un «implant» (un piccolo bastoncino da inserire nel braccio) che rilascia un nuovo progestinico. La cura comprende un’iniezione ogni tre mesi di testosterone, l’ormone sessuale del maschio. Al progetto partecipa anche Cristina Meriggiola, università Sant’Orsola di Bologna, che da anni si occupa di contraccezione per l’uomo. SPERIMENTAZIONE - Il principio attivo di cui si parla su Pnas ha un nome quasi inaccessibile, N-butildeossinogirimicina , in lettere NB-DNJ . Provata sui topi, la medicina ha mostrato di funzionare, con un meccanismo insolito. Deforma gli spermatozoi, rendendoli inservibili per fecondare l’ovulo femminile. Il suo effetto scatta a tre settimane dalla somministrazione e svanisce entro lo stesso periodo se si interrompono le dosi. Nell’uomo i tempi di smaltimento si allungherebbero fino a 40 giorni. Presto verrà avviata una sperimentazione. Un nuovo filone di ricerca che si muove lungo direzioni diverse da quelle percorse dai seguaci del pillolo. Quasi tutti i programmi ora in corso si basano su approcci ormonali. L’obiettivo è inibire la produzione di spermatozoi con iniezioni o dosi orali di progestinici. Secondo gli specialisti dell’università di Oxford che hanno firmato l’articolo su Pnas (il coordinatore è Francis Patt) la deformazione degli spermatozoi causata dal farmaco anti morbo di Gaucher è reversibile e quindi la pillola può essere utilizzata senza indurre l’infertilità perenne. Si promettono effetti collaterali molto lievi. La sostanza agisce rompendo una molecola composta di grassi e zuccheri, la glicosilceramide, necessaria per la buona riuscita degli spermatozoi. In sua mancanza i gameti maschili assumono una forma atipica. CAUTELA - «Non conosco questo principio attivo - mette sull’avviso la Meriggiola -. Bisogna essere cauti. Il rischio è che sostanze che agiscono sulla morfologia del seme possano danneggiare il Dna, causando problemi genetici». La storia del pillolo è costellata di false promesse. Pensiamo al gossipol , la sostanza estratta dai semi di cotone. Induceva la sterilità, ma quando si è giunti a sperimentarla sui pazienti si è scoperto che produceva effetti irreversibili. La Meriggiola è molto fiduciosa, al contrario, sull’abbinamento progestinico più testosterone: «È in assoluto la prospettiva più vicina. Il testosterone da solo non era sufficiente, in quanto al progestinico verrà utilizzato un principio attivo molto efficace, l’etonogestrel, migliore di quello che stavamo provando a Bologna». GLI STUDI - Da circa 40 anni l’uomo studia la possibilità di prevenire la gravidanza. L'attenzione si è concentrata sulla donna. Più facile sopprimere il meccanismo dell’ovulazione che inibire la formazione giornaliera di milioni e milioni di spermatozoi. Basti pensare che i soggetti fertili producono da un minimo di 20 milioni a un massimo di 300-400 milioni di spermatozoi per millilitro di liquido seminale. La prospettiva di trovare un pillolo anche per lui ha allettato i detectives del laboratorio. L’obiettivo è abbassare la soglia di spermatozoi sotto il milione per millilitro. Negli anni ’70-’80 i primi studi sull’efficacia del testosterone. IL DIBATTITO - In fermento anche il mercato della pillola per la donna, il farmaco forse più studiato del mondo. A gennaio verrà presentata l’ultima nata, ulteriore passo in avanti rispetto alle versioni precedenti, capace di annullare gli effetti collaterali più sgradevoli. Il New York Times ha aperto un dibattito sui contraccettivi del Terzo Millennio. Una varietà di metodi per il controllo delle nascite. Dalle classiche scatolette con 21 confetti bianchi ai bastoncini che si infilano nel braccio, dal cerotto attivo per una settimana a tecniche di sterilizzazione permanenti che non richiedono anestesia. «Tutti sono diretti alle donne - scrive il quotidiano -. Nessuno di questi assicura protezione contro le malattie sessualmente trasmesse». Margherita De Bac mdebac@corriere.it |
||