| Una pillola cambierà la vita delle donne Il farmaco anticoncezionale americano ridurrà i cicli mestruali da 13 a 4. Sarà in Europa dal 2004 ROMA - Sintomo di femminilità, ma anche noioso e a volte doloroso appuntamento mensile. Due modi di vivere le mestruazioni, privilegio e allo stesso tempo croce delle donne fin dall’inizio dell’evoluzione della specie. Le avevano anche i primati da cui discendiamo. Presto si potrà decidere di ricacciarle indietro. Sta per concludere il suo percorso amministrativo un farmaco studiato per ridurre da 13 a 4 il numero degli eventi nell’arco di un anno. Una pillola stagionale, Seasonal in inglese, che funziona come un anticoncezionale a lungo termine. Stessa formula, stesso meccanismo di azione, inibisce l’ovulazione. L’agenzia americana per i medicinali, Food and Drug Administration , ne sta valutando le caratteristiche, il via libera alla registrazione è atteso per la fine dell’anno. In Europa e in Italia potrebbe essere in commercio già all’inizio del 2004. «Trucco ormonale» con calendario prolungato. Si prendono 84 confetti tutti di filato, poi una settimana di riposo prendendo sette pillole neutre (placebo), quindi si ricomincia. La Stagionale andrebbe a vantaggio di due categorie di donne. Quelle che in periodo mestruale soffrono forti dolori dovuti a una serie di patologie. E quelle che hanno bisogno di saltare il ciclo per affrontare più liberamente una vita di movimento e lavoro. «Questa pillola sarà un vantaggio per l’universo femminile - non ha dubbi la ginecologa Rossella Nappi, ricercatrice all’università di Pavia -. Pensiamo alle pazienti con endometriosi, un problema che affligge il 3 per cento delle donne tra 20 e 30 anni, o con cefalea mestruale, un altro 7 per cento. O ancora alle anemie originate da flussi molto abbondanti. In queste situazioni si potrà utilizzare un prodotto specifico». Oggi le mestruazioni vengono annullate utilizzando le normali pillole anticoncezionali per tre cicli consecutivi, abolendo la settimana di pausa dopo i canonici 21 giorni di somministrazione. È disponibile inoltre un impianto sottocutaneo, da infilare nell’avambraccio, che però non ha mai trovato grande fortuna fra le utenti, soprattutto italiane. « Seasonale non altera l’equilibrio ormonale - riporta i dati la Nappi, impegnata in un progetto di informazione sulla menopausa, «Ricomincio da me» -. Il ciclo non è scombussolato. Quando il trattamento viene sospeso la mucosa dell’utero torna alla normalità. Non ci sono controindicazioni nè effetti collaterali. Non aumenta il rischio di sviluppare tumore del seno». Bisogna vedere come la donna italiana accoglierà la nuova proposta. Da noi la manipolazione ormonale suscita un certo timore e lo dimostrano i dati sulle vendite dei contraccettivi. A differenza del resto d’Europa le mestruazioni continuano ad essere identificate con la femminilità, il fatto di non averle suscita apprensione e delusione. Nelle giovani si intravede un cambiamento di rotta. La vita è più dinamica e certi impegni sono inconciliabili con l’effetto spiacevole del ciclo. «Nell’epoca di tampax e assorbenti interni non vedo il motivo di dover rinnegare le mestruazioni, se non in presenza di una patologia - è contraria la psicosessuologa Viola Baldassarre Verde -. Averle non è mai stato un vantaggio per nessuno, ma intere generazioni di donne ci hanno serenamente convissuto. Il segnale del ciclo mestruale è nella memoria della specie». mdebac@corriere.it Margherita De Bac |
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