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Articolo tratto da "La Repubblica" del 12 giugno 2002 Libertà di coscienza e voto trasversale. E le donne insorgono Dal Far west al business la provetta divide la Camera Finocchiaro: "Serve un diritto mite, che non sconvolga l´essenza della natura umana" Mussolini: "Chi ricorre alla fecondazione vuole un figlio anche a costi altissimi" CONCITA DE GREGORIO Per soldi, è la risposta che cresce piano piano e poi esplode, a sera, con la furia di Rosy Bindi acclamata a sinistra come un gigante del pensiero, l´unica in effetti oggi qui dentro che mostri competenza specifica e travagliata passione. «Sarà per favorire la gestione privatistica della sanità», mormorava al principio Giordano. Sarà «per dare lavoro alle cliniche private», dice poi Augusto Battaglia dei ds. «E´ perché voi state scardinando il sistema sanitario nazionale a favore di quello delle assicurazioni, e cominciate da qui, da un terreno apparentemente marginale - urla Rosy Bindi - ma è gravissimo quello che sta succedendo, perché con questa legge comincia un percorso che porta l´assistenza medica a carico del tuo reddito, non del tuo bisogno». Il sottosegretario all´economia Giuseppe Vegas - incarna il Governo in aula - chiamato in causa una due tre volte non risponde. Infine sì, espone: «La sanità è un disastro, abbiamo trovato un buco che avete fatto voi, e i soldi non ci sono». Non ci sono neppure per i figli in provetta, evidentemente: lo Stato non li passa, ma consente che la sanità privata li offra sul mercato. Un business, in pratica: dal far west della procreazione senza regole agli affari in provetta molto ben regolati. Difficile da difendere sul piano dei principi, per giunta: che possa avere un figlio solo chi può pagarselo è dura da sostenere anche per il più accanito dei liberisti e difatti più d´uno, in Forza Italia e in An, abbassa lo sguardo e tentenna. La questione sta così: la legge di cui ieri si è approvato l´articolo 1 stabilisce che la fecondazione assistita è ammessa, ma in concreto non è finanziata dallo Stato. Non la passa la mutua, si sarebbe detto una volta. C´è un fondo speciale, è vero: 3,4 milioni di euro per quest´anno e 6,8 per gli anni successivi. Con questa cifra si possono finanziare circa 250-300 interventi di fecondazione, le domande sono ogni anno 25 mila o qualcosa di più. Tocca a uno su mille. Gli altri pagano. Poi, quasi in subordine, ci sarebbe la questione di principio: la legge appena votata stabilisce per la prima volta "i diritti del concepito". L´ovulo appena fecondato è già soggetto di diritti: un buco grande quando una palla di cannone nell´edificio costruito negli ultimi trent´anni e fondato sulla 194, la legge che regola l´aborto. E´ qui che insorgono le donne, i medici, i magistrati della Casa delle libertà - le persone che per sensibilità di genere o per esperienza professionale abbiano davvero sentore di quel che si sta dicendo. Chiara Moroni dice che mettere in conflitto il diritto della madre con quello del concepito è «assurdo, insensato, incostituzionale e contrario a una legge dello Stato», la 194 appunto. Nitto Palma, magistrato, dissente fortemente. Paolo Romani chiede due volte che il capogruppo di Forza Italia non dia indicazioni di voto, ciascuno si regoli come vuole. Alessandra Mussolini è furibonda. Espone con una certa concretezza il seguente ragionamento: una donna che si sottopone a fecondazione assistita è «perché quel figlio lo vuole fortemente, lo vuole a costo altissimo». E´ evidente che porterà avanti la gravidanza a meno che non ci siano ragioni serissime e gravi per non farlo, dunque che bisogno c´è qui «in questa sede, di fare una discussione tutta ideologica che parla d´altro?». Una discussione teologica, «con lo sguardo rivolto al cielo piuttosto che a terra», dice Anna Finocchiaro magistrato dei ds: «Avremmo bisogno invece di un diritto mite, che non entri a sconvolgere l´essenza della natura umana». Violante, poi: «Io credo che noi abbiamo dei doveri verso chi deve nascere, ma non credo che chi deve nascere sia titolare di diritti». Il dibattito si impenna sulle ragioni della Chiesa e sulla laicità dello stato, sulle coscienze e sui fondamenti etici dell´esistenza, poi riprecipita di botto sui soldi. «State facendo come coi dentisti - si arroventa Rosy Bindi - avete messo il ticket sulle cure odontoiatriche e regalato 800 mila dentiere». Ottocentomila dentiere, e 250 figli gratis all´anno. Fortuna a chi tocca. |
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