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Dunque sembra che la “papessa” Brigitte, come la chiama Zucconi su “La Repubblica”, abbia battuto sul tempo Severino il clonatore. Niente di cui stupirsi; da dicembre a dicembre, un anno dall'annuncio della prima clonazione umana fermata allo stadio di sei cellule, alla nascita della prima bimba-clone. L'ultima porcheria procreatica ha trovato casa chez Rael, negli opifici dei discendenti dagli ufo piuttosto che in quelli dei discendenti di Bacone i quali, per parte loro, sono ancora indaffarati a far passare la clonazione terapeutica e ad operare in quella animale che, al momento, sembra non dare prodotti di buona qualità. Dolly ha l'artrite e tutta un'altra serie di magagne che qualcuno paventa possa sviluppare anche la piccola Eva, ma, si affretta a precisare Brigitta: “Abbiamo clonato una bambina, non un mostro”. E' vero; Eva è neonata innocente; sono i mostri dei genitori e dei faccendieri che si vedono nel clone di Eva; il mostro della genitrice....
Eh sì, bisogna pur dirlo quanto alcune donne in nome del loro desiderio di essere madri, si rendano corresponsabili di questi che, senza peli sulla lingua e senza dubbio alcuno, chiamiamo crimini contro la natura e contro l'umanità. Perchè qui il bisogno del singolo di specchiarsi in se stesso, di perdurare in eterno, o di riavere tal quale ciò che la morte ha tolto (la clonazione di figli deceduti), non è solo una deprecabile scelta riproduttiva, è il primo passo per la rottura di quel principio evolutivo che ha prodotto tutto il vivente, specie umana compresa: la riproduzione come produzione infinita di diversità. Quando la specie umana non è più “voce autoriflessiva della natura” cioè risultato di una lunga evoluzione divenuta autocosciente, intelligente e in sintonia con il contesto complesso nel quale si è prodotta; ma è solo voce affermativa di sé, inizia una inarrestabile regressione, “un gigantesco passo indietro”, come un genetista di Seattle, ieri ha definito la clonazione di Eva.
Ma quel passo indietro è iniziato anche quando i genetisti incominciarono a rompere e ricombinare forzatamente i confini fra le specie, perchè anche la scienza, e soprattutto la biotecnologia ormai, non sono altro che imprese affermative di sé. E' in un contesto di autoaffermazione economica di lucro e brevettabilità che si coltivano le aberrazioni OGM e ogni tipo di animale clonato (cui Sirchia, che adesso si scandalizza tanto, a suo tempo ha aperto le porte), vero preludio alla clonazione umana... Perchè questa si farà, fino in fondo, è ovvio, chez Rael, Antinori, o Univesità di Stanford..., non ha importanza e non contano le lamentazioni ecclesiastiche, strumentalmente antiabortiste, si farà perchè ci sono i “mostri” che la chiedono e pagheranno per soddisfare questo desiderio, come chi paga per riavere fufi o fido... Anche le donne che possono, pagheranno per essere “mamme” di un clone in proprio o del marito sterile, o guadagneranno qualcosa incubando cloni conto terzi, o, e questo è sicuro, vendendo ovuli, che per clonare ne occorrono veramente tanti...
Ma, pagheranno, le donne, in senso lato e in generale, perchè la procreatica, fino a che non metterà a punto l'altra prevista schifezza dell'utero artificiale, ha ancora bisogno del loro corpo per praticare, provare, sperimentare “nel clone del padre” abbiamo metaforicamente detto un anno fa, perchè, anche se Eva deriva da una cellula della pelle materna, anche se la direttrice dell'impresa è femmina, alla faccia dei figli degli ufo, il principio che porterà alla clonazione è sempre quel scientismo patriarcale cui si donano le donne che guardano solo al sé desiderante e affettivo, cui si vendono le donne prese per miseria, cui rischiamo di darci nella mancanza di una riflessione di genere. Non è certo sufficiente l'incazzatura per il bigottismo cattolico passato nella legge sulla procreazione assistita... anzi questo diventa depistante rispetto al chiedersi fino a che punto siamo disposte ad arrivare per riprodurci, fino a che punto autorizziamo la tecnica ad operare sul nostro corpo, fino a che punto accettiamo la progressione di questa tecnica, fino a che punto con questa saremo silenziose e incoscienti collaborazioniste... “Nel clone del padre” e nel clone di Eva... le nostre responsabilità di genere e di specie stanno aumentando....
Dumbles - dicembre 2002
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