| HONG KONG È nascosto nel Dna di modelle e miss il segreto della bellezza. Ne sono convinti gli scienziati di un ateneo cinese, che intendono svelare il mistero del fascino raccogliendo ed esaminando campioni genetici di 20 bellissime giovani donne, praticamente perfette dal punto di vista fisico. I ricercatori della Scuola di biologia dell’Università di Hunan intendono studiare le particelle del loro Dna, a caccia di un comune denominatore nel corredo genetico delle 20 super-belle, che possa rivelare il segreto della bellezza. All’inizio di questo invidiabile lavoro, gli studiosi hanno contattato una tv locale per essere aiutati a individuare le 20 più belle donne della provincia cinese, da includere nel progetto, come riferisce il quotidiano «China Daily». E sembra che la compagnia televisiva non si sia tirata indietro, dopo aver avuto l’assicurazione che gli scienziati useranno i dati raccolti solo per fini di ricerca. «La bellezza è legata a caratteristiche somatiche, e queste sono scritte nel Dna. Ma il patrimonio genetico non basta a svelare il segreto del fascino, che è fatto anche di irregolarità estremamente attraenti». Parola di Giulio Basoccu, chirurgo plastico dell’Istituto neurotraumatologico italiano di Roma, che commenta il lavoro dei ricercatori dell’ateneo cinese. Secondo l’esperto il vero mistero è costituito dal fascino «che rende, ad esempio, la bocca di Julia Roberts tanto richiesta dalle donne di tutto il mondo. Anche perché - dice lo specialista - le bellissime della storia non erano perfette, ma avevano tutte qualche difetto: non conosciamo quelli di Elena di Troia, ma sappiamo qualcosa di Cleopatra». La bellezza di un volto o di un corpo è stata codificata nei secoli. «Tanto che, per comprendere le regole dell’armonia e della perfezione fisica, noi chirurghi - racconta Basoccu - studiamo i disegni di Leonardo: il grande artista aveva infatti individuato precise regole matematiche che permettono di stabilire l’armonia dei lineamenti, misurando spazi e distanze fra occhi, naso e bocca». Ma è anche vero che dal Medioevo al Rinascimento, fino ai giorni nostri i canoni di bellezza sono mutati molte volte. Si è passato dalla donna angelicata, alle forme piene tanto amate da Tiziano, alle maggiorate degli anni ’50, alle modelle filiformi che campeggiano sulle riviste patinate. «Quindi i canoni della bellezza non bastano a spiegare ciò che piace di più nelle diverse epoche e alle diverse persone. Lo sappiamo bene - prosegue il chirurgo estetico - perché anche chi vuole correggere i suoi tratti col bisturi, spesso ci chiede di somigliare a modelli assolutamente irregolari ma irresistibili, con buona pace di biologi e genetisti». |
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