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Eh sì! Vita nuova, chimerica, ricombinata, ibridata, geneticamente modificata, clonata... L'anno vecchio, inziato con la clonazione terapeutica, trascorso, con il suo carico di organismi mutanti dei quali gli stabulari traboccano, passando per la sempre più concreta approssimazione all'utero artificiale, finisce con l'annuncio o la realizzazione della clonazione riproduttiva. E se quella umana, non è propriamente compiuta nel vecchio 2002, si compirà nel nuovo 2003, perchè essa è fattibile, e tutto ciò che è fattibile, naturalmente sarà fatto, clandestinamente o no. “La genetica corre più del diritto” dice Arturo Falaschi ricordando che . “La conoscenza non può essere né etero né autoregolamentata , A meno che, -dice lui-, non implichi l'uso di strumenti (quindi di applicazioni) dannosi per l'umanità o per l'ambiente o per il singolo individuo.” E' questa la formula magica assolutoria che sempre pronuncia la scienza ufficiale, quella che i commentatori della “ricerca seria” hanno pronunciato in questa fine d'anno davanti al clone di Eva e davanti alla sua annunciatrice Boisselier la quale si è peraltro riservata di svelare in un secondo tempo quanti scienziati di pregio abbiano clandestinamente lavorato per quel risultato. Potremo sentire nomi illustri, chissà; d'altra parte è risaputo che di questi tempi, tanti pregiati cervelli sono orientati verso la Cina la quale investe poderosamente nella ricerca, senza porre alcun limite alla sperimentazione. Perchè, cosa è mai la conoscenza scientifica se non viene convalidata dall'esperimento e dalla sua riproducibilità? Non ci siamo mica dimenticati i termini del metodo scientifico? Ipotesi, esperimento, riproducibilità, controllo? E quanta densità di conoscenza racchiude l'osservazione della progressione dello sviluppo di un organismo clonato? Tanta, ce lo dicono sempre quando si deve legittimare la clonazione terapeutica. E chi in questi giorni ha dissertato soprattutto sul fatto che la clonazione umana non può funzionare perchè anche quella animale ha dato problemi cioè patologie varie, come può sostenere questa ipotesi se non osserva il risultato dell'esperimento? Se non vede la crescita di Eva, o, (se Eva è un bluff), del prossimo clone che sarà...? E se si manifesteranno patologie, non ci sarà forse chi lavorerà per eliminarle? Non si lavorerà per migliorare la tecnica d'intervento e via discorrendo? Perchè così funziona... “la conoscenza non può essere regolamentata”, ma la conoscenza ha bisogno del metodo, e il metodo è l'esperimento. E' illuminante quello che ci racconta François Jacob sull'ultimo numero di Micro Mega, dove ci spiega perchè oggi non si interroga più la vita nei laboratori, cioè “perchè ci si sforza solo di analizzare dei sistemi viventi, le loro funzioni, la loro storia”...”... in realtà, l'inizio della scienza moderna -dice- risale al momento in cui, alle domande generali, si sono venute a sostituire delle domande circoscritte. Invece di chiedersi: 'Come è stato creato l'universo? Di che cosa è fatta la materia? Che cosa è la vita?', ci si è incominciati a chiedere: 'Come cade una pietra? Come corre l'acqua dentro a un tubo? Qual'è il corso del sangue dentro al corpo?' Questo cambiamento ha portato ad un risultato sorprendente. Mentre le domande generali trovano solo risposte limitate, le domande limitate, hanno portato verso risposte più generali. E questo vale anche per la scienza odierna. Ecco perchè oggi non si interroga più la vita nei laboratori...”. Perchè sono le domande limitate, che permettono risposte sperimentabili, riproducibili e soprattutto, in un contesto riduzionista, permettono di svicolare dalla complessità; lo stesso disse Levi Montalcini a proposito dell'indagine sulla "terribile complessità"” mente-cervello. Le domande limitate hanno così dato via via frammenti di risposte sulla vita che ne hanno permesso sempre più la manipolazione e sempre meno la comprensione. “Non sappiamo cosa sia la vita ma la manipoliamo come fosse una soluzione di sali inorganici” disse E. Chargaff al quale Watson e Crick rubacchiarono l'idea dell'appaiamento delle basi chimiche, che unita all'ipotesi della struttura a spirale, -altrettanto rubacchiata dai cassetti di Rosalind Franklin- permise loro di descrivere l'elica della vita, di vincere il Nobel e di dare un futuro vertiginoso alla biologia molecolare e alla genetica. Oggi Francis Crick, il Nobel del DNA, sostiene la teoria della “panspermia diretta” cioè della vita disseminata sulla terra da microrganismi spediti su navicelle spaziali automatiche da una civiltà superiore; più o meno la stessa storia dei Raeliani i clonator managers dai quali viene Eva. Eva, un nome evocativo, naturalmente, per questa biotecnologica “immacolata concezione” per la quale si scontrano i discendenti degli alieni candidati alla vita eterna, i ministri di un Dio che rischia di perdere il primato, i ministri della scienza che con la tecnica appropriata, senza farsi vecchie domande, -alle quali a tutt'oggi, si danno ancora risposte degne della saga di Star Treck-, creano e infestano il pianeta di varie forme di “nuova” vita. Oggi, all' inizio dell'anno segnato per convenzione con la cifra 2003 il povero pianeta mostra tutti i segni evidenti dell'inizio della fine di quello che è (ancora per quanto?) il suo fenomeno più affascinante, del quale la specie umana che ne è parte, si affretta a finire lo scempio. Dopodichè, fra chimere, ogm, ibridomi e cloni che resterà da creare? E soprattutto, cosa saprà pensare la sussiegosa comunità scientifica, battuta sul tempo da una delle tante sette di allucinati, per rimediare ai pasticci irreversibili che avrà compiuto alterando il corso dell'evoluzione naturale? ...Zondui bondui e ondui friz!... non è un linguaggio astrale, è lingua friulana per significare l'inconsistenza, il meno di nulla; che d'altra parte è quello che sta facendo adesso per arginare i disastri prodotti dal fatto di non aver dato retta al secondo principio della termodinamica. Dumbles - gennaio 2003 |
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