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Questa volta un passo indietro ma in una tendenza già in atto... |
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INGHILTERRA. L’Alta Corte smentisce una precedente concessione dell’Autorità per la Fecondazione Uno stop dai giudici ai «fratellini - farmaci» «Illegale» la selezione degli embrioni anche per salvare un bimbo affetto da una rara malattia Londra. La fecondazione in provetta per sottoporre gli embrioni prodotti a selezione genetica è illegale: con questo verdetto, l'Alta Corte di Londra ha infranto le speranze di una coppia indiana residente in Gran Bretagna di poter guarire il figlio di 3 anni da una malattia incurabile. I coniugi, Raj e Shahana Hashmi, si auguravano di poter utilizzare questa tecnica per scegliere l'embrione, da impiantare poi nell'utero materno, con l'esatto tipo di cellule necessarie per tentare di salvare (attraverso un trapianto di midollo osseo) il piccolo Zain affetto da una grave malattia genetica. La coppia aveva ricevuto il via libera lo scorso febbraio dalla stessa Autorità per la Fecondazione Umana e l'Embriologia (la Hfea) e pochi giorni dopo il sì della Hfsa altre sei coppie si erano fatte avanti chiedendo alle autorità sanitarie di utilizzare la stessa tecnica per salvare i propri figli. Tuttavia, alla luce di un esposto del gruppo Comment on Reproductive Ethics (contrario all'aborto e alla riproduzione umana in provetta), il tribunale è stato chiamato in causa. Il giudice Maurice Key, che si è pronunciata sul caso, ha bocciato la decisione della Hfea sottolineando che l'Autorità non aveva alcun potere legale per autorizzare la famiglia Hashmi ad utilizzare una simile tecnica. Il gruppo, guidato da Josephine Quintavalle, aveva sostenuto che l'autorizzazione della Hfea avrebbe aperto la strada a bambini commissionati su misura per curare o fornire parti di ricambio umane. Da parte loro, gli Hashmi, residenti in un paesino vicino a Leeds, avevano chiesto il permesso all'Hfea di fare in modo che il prossimo figlio potesse aiutare Zain, affetto da una grave forma di talassemia, una malattia ereditaria che colpisce i globuli rossi con conseguenze sul livello di emoglobina. Si tratta di una malattia più comune nei Paesi del Mediterraneo (infatti si chiama anche anemia mediterranea, o morbo di Cooley) o nel Medio Oriente, ma è più rara in Asia, continente dal quale provengono i due genitori. Chi soffre di questa malattia, non ha nel sangue sufficiente emoglobina, a causa dei globuli rossi difettosi prodotti dal midollo osseo, con conseguenti forme di anemia che possono portare anche alla morte. Di fronte a questa prospettiva, i medici del Park Hospital di Nottingham avevano ritenuto possibile percorrere una strada che aiuti a generare un bambino che non solo sia sano, ma che abbia anche le caratteristiche genetiche compatibili con quelle del fratellino già nato, rendendo possibile un trapianto di midollo osseo. |
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