Concepire figli a scopo terapeutico per curare fratelli maggiori sfortunati.
Inizia l'epoca dei "bambini-medicina" .
Riprendiamo in sintesi da "The Guardian" del 23 febbraio 2002

E' stata concessa la prima autorizzazione ufficiale al “bambino progettato” nella storia della Gran Bretagna; una mossa che spinge ancora più in là i limiti dell'etica medica.
Se la nascita avrà successo, sarà il primo bambino nato con la benedizione dell'autorità per la fertilizzazione umana e l'embriologia, la quale ieri ha concordato la procedura.
Zain figlio di Shahana e Raj Hashmi soffre di talassemia, una malattia ereditaria del sangue. Senza trapianto di midollo osseo il suo futuro è desolato e nessun donatore compatibile è stato trovato né fra la famiglia, né nel pool nazionale di donatori.
Gli Hashmin, di Leeds, vogliono essere sottoposti al tradizionale trattamento di IVF per avere un bambino, ma con due differenze.
Gli embrioni prodotti saranno passati allo screening due volte prima che uno possa essere impiantato nell'utero di Shahana.; la prima per essere sicuri che il bambino che nascerà non sia talassemico, e la seconda per essere sicuri che il patrimonio genetico sia compatibile per essere donato a Zain.
“Zain non sta bene, le sue condizioni sono veramente precarie”, dice Simon Fishel del Care fertility clinic di Nottingham .
“E' possibile che egli continui così, fra alti e bassi, ma la sua qualità di vita è pessima. Nel migliore dei casi può vivere fino a vent'anni con un cocktail di farmaci e trasfusioni. Così si è acuto. Io credo che la questione è salvare Zain e non la sua qualità di vita.”
La scorsa settimana una bambina, geneticamente pre-selezionata per essere donatrice compatibile con il fratello malato di leucemia, è nata in un ospedale britannico.
I genitori di questa bambina, che hanno chiesto l'anonimato, furono sottoposti all'intera procedura IVF e alla procedura di screening negli US e perciò questi non richiesero il permesso a HFEA.
Gli Hashmi saranno sottoposti alla IVF alla Care clinic. Quando gli embrioni prodotti saranno sviluppati allo stadio di otto cellule, una singola cellula sarà rimossa da ognuno e spedite in US dove saranno comparate con i marcatori genetici della famiglia di alcuni mesi fa. Se uno o due degli embrioni saranno non-talassemici e vi sarà una buona la compatibilità dei tessuti, saranno impiantati nell'utero di Shahana.
Supponendo che tutto vada bene per la gravidanza, quando il bambino nasce, sarà prelevato il sangue dal suo cordone ombelicale e congelato. Le cellule di questo sangue, provvederanno a rimpiazzare quelle del midollo osseo di Zain.
Lo screening degli embrioni per le caratteristiche genetiche positive hanno sollevato critiche dalle lobby anti-abortiste e da altri che ritengono sia sbagliato mettere al mondo un bambino per il beneficio di qualcun'altro o per il proprio.
Altri ammoniscono che il permesso allo screening embrionale per il dono compatibile sia il primo gradino per un scivolamento verso la selezione di qualità come “bellezza” o “intelligenza”.
Peter Garret del gruppo anti-abortista Vita dice: “dovremo permettere di progettare bambini in base a ciò che la medicina richiede per i fratelli più grandi ? Se il termine “bambino progettato” è spesso abusato, in questo caso è appropriato.”
Per quanto entrambi gli Hashmi che hanno venduto la loro storia ad un numero ristretto di media - e la coppia che ha proceduto alla screening per la loro bambina dicano che loro non sono dei “progettisti”.
“Tutto quello che stiamo chiedendo è un aiuto dagli scienziati” la Signora Hashmin disse alla TV l'anno scorso. “
Questo bambino ci viene dato dalla natura ma tutti gli scienziati stanno facendo in modo che noi possiamo avere esattamente quello che desideriamo. Essi non stanno progettando nulla”.
Il padre della bambina nata la scorsa settimana ha detto al Guardian che il suo cuore è vicino agli Hashmin e che egli elogia la HFEA “penso che hanno agito molto bene e capisco che hanno dovuto procedere cautamente, facendo un gradino alla volta. Io penso che in questa circostanza comunque hanno risposto con tempismo”.