Blitz dopo l’aborto, diritti violati La condanna dei medici udinesi
Si dichiara estremamente preoccupato il Consiglio direttivo dell’ordine dei medici di Udine che ha discusso sul grave blitz della Polizia al Policlinico Federico II di Napoli: il caso della donna che ha abortito il feto affetto da alcune anomalie ha scosso la realtà medica in Friuli. All’unanimità il Consiglio ha fatto propria la posizione espressa dal presidente nazionale della federazione, Amedeo Bianco. «Abbiamo voluto discutere il caso commenta il presidente dell’Ordine di Udine, Luigi Conte per non restare indifferenti a questa violazione dei diritti».
Il Consiglio è entrato nel metodo e nel merito dell’azione delle forze dell’ordine: «Non è umanamente comprensibile che una donna che ha appena affrontato un’interruzione di gravidanza si trovi sottoposta all’inquisizione da parte della Polizia».
C’è una legge che prevede determinate prassi e tutela le donne, capisaldi fondamentali che in questa vicenda sono venuti meno, per questo il Consiglio ha sottoscritto all’unanimità il rammarico espresso dalla federazione nazionale e ha inoltre reso noto una profonda preoccupazione per l’imbarbarimento del vivere sociale e civile.
A spaventare l’Ordine c’è anche il discredito gettato addosso alla classe medica, quasi fosse incompetente e inaffidabile: «Non accettiamo che venga messa in discussione la professionalità dei medici con cui si affrontano le tematiche legate all’interruzione di gravidanza: si tratta conclude Conte di un vulnus che coinvolge la classe medica nel suo complesso, erodendone la dignità e l’autonomia, e coinvolge pure le istituzioni sanitarie, minando l’autorevolezza».