Articolo da " La Repubblica" del 24 gennaio 2008


Il cardinale Trujillo delegato da Ratzinger a illustrare a capi di stato e leader politici la dottrina cattolica
"Inviato del Papa contro l´aborto chiederò al mondo una moratoria"
La Chiesa condanna la pena di morte; a maggior ragione ricorda che è peccato uccidere bimbi mai nati. É una pena capitale inflitta a innocenti indifesi

ORAZIO LA ROCCA
CITTÀ DEL VATICANO - Una campagna internazionale contro l´aborto pianificata dal Vaticano con la «benedizione» di papa Ratzinger. Sarà promossa dal pontificio Consiglio per la Famiglia il cui presidente, il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, è stato delegato da Benedetto XVI a illustrare a capi di Stato, leader politici e istituzioni culturali la dottrina cattolica sulla difesa della vita, dal concepimento fino alla morte naturale. Sarà un vero e proprio tour mondiale antiaborto che il porporato inizierà tra qualche settimana dall´America Latina, per proseguire in Centro America e America del Nord, Canada, Africa, Oriente, Medio Oriente ed Europa. Obiettivo finale: «Arrivare ad una moratoria sull´aborto come quella sulla pena di morte votata dall´Onu», confessa a Repubblica Trujillo, che però non sembra molto sorpreso per le aperture su Chiesa e divorziati risposati fatte nei giorni scorsi dal collega, il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi. «Si tratta - puntualizza - di una pastorale di accoglienza e di misericordia varata oltre 30 anni fa, ma senza che tutto ciò possa portare i divorziati risposati alla comunione».
Eminenza, perché un tour internazionale per la moratoria sull´aborto?
«Perché su questa materia c´è troppa confusione ed il relativo magistero della Chiesa, a partire da fondamentali documenti come l´Evangelium Vitae di papa Giovanni Paolo II o l´Humanae Vitae di Paolo VI, spesso è disatteso proprio da chi si professa cattolico».
Si punterà così a riformare la legge 194 che in Italia legalizzò l´aborto e che fu confermata anche da un referendum?
«La Santa Sede parla a tutti i cattolici di tutto il mondo e ad ogni uomo di buona volontà. Non stiamo parlando di una legge italiana, ma di un dramma che tocca le coscienze di tutti, cioè l´uccisione di un essere innocente nel grembo materno».
Come spiegare il parallelo che lei fa tra la moratoria sulla pena di morte e la moratoria sull´aborto?
«L´aborto è una pena capitale inflitta ad un innocente indifeso. Se la Chiesa - come gli Stati che all´Onu hanno firmato per la moratoria - è contro la condanna a morte, a maggior ragione deve ricordare che è peccato uccidere i bimbi mai nati. I cattolici devono saperlo ed essere coerenti nelle loro azioni. Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma solo far conoscere la dottrina cattolica. Incominceremo con l´America Latina, incontrando governi di tutti gli orientamenti politici, anche marxisti e socialisti, perché l´aborto non è un problema solo italiano o europeo, ma mondiale. E la Santa sede vuole debellarlo».
Ma come si fa a vietare l´aborto alle donne violentate?
«Si tratta certamente di drammi enormi e la Chiesa è pronta a fare la sua parte. Ogni uomo deve farsene carico. Si tratta però di drammi che non si risolvono uccidendo un bimbo innocente. Giovanni Paolo II scrisse una storica lettera per implorare le suore violentate a Saraievo durante la recente guerra a portare comunque a fine le loro gravidanze».
E quando una gravidanza mette in pericolo la vita della mamma?
«Non è mai lecito uccidere un innocente. Sempre. Quando la mamma è in pericolo occorre che la società faccia tutto il possibile per salvare lei e il suo bambino. E su questo la moderna medicina ed i progressi della ricerca scientifica hanno fatto passi da gigante. Perché non tenerne conto?».
Nel tour parlerete solo di aborto?
«No, parleremo di tutti gli aspetti legati alla difesa della vita. Anche di procreazione, promuovendo i contributi di 16 scienziati raccolti nel libro "Famiglia e procreazione umana", dove si ricorda, tra l´altro, che procreare non è mera riproduzione; che la famiglia è un bene sociale e che i figli, fin dal primo concepimento, sono persone, non agglomerati biologici».