Articolo da "Il Nuovo" del 22 maggio 2003
Il Papa: "L'aborto, un principio contrario alla pace"

Il Pontefice torna a condannare l'interruzione di gravidanza e lancia un appello al Parlamento: "Concludere rapidamente l'iter di approvazione della legge sulla fecondazione assistita".

ROMA – “L'aborto è il principio che mette in pericolo la pace del mondo”. Giovanni Paolo II torna a condannare l'interruzione della gravidanza e per farlo utilizza parole che furono di Madre Teresa di Calcutta. “Non può esserci pace autentica –aggiunge - senza rispetto per la vita, specie se innocente e indifesa come è quella dei bambini non ancora nati”.

“Un'elementare coerenza – spiega il Pontefice - esige che chi cerca la pace difenda la vita. Nessun’azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la vita in ogni sua fase, dal suo sorgere sino al naturale tramonto”.

Ma quello del Pontefice è un appello a tutto tondo a tutela dei diritti del concepito. E alla condanna dell’aborto si aggiunge un appello al Parlamento italiano, perchè approvi “rapidamente” la legge sulla fecondazione assistita. Una legge, sottolinea il Papa, che “difenda i diritti dei figli concepiti, il più concretamente possibile”. Diritti che esistono anche per chi “è concepito con metodiche artificiali di per sé moralmente inaccettabili”.

“Insidie ricorrenti minacciano la vita nascente - dice Giovanni Paolo II - anche perché il lodevole desiderio di avere un figlio, spinge, talora a superare frontiere invalicabili”. “Embrioni generati in soprannumero, selezionati, congelati, che vengono sottoposti a sperimentazione distruttiva e destinati alla morte con decisione premeditata”. E’ proprio per questo che la nuova legge deve tener conto del “principio che tra i desideri degli adulti e i diritti dei bambini, ogni decisione va misurata sull'interesse dei secondi”.

La legge è in discussione alla Commissione salute del Senato. Già a febbraio, dalle pagine dell’Osservatore Romano, il Vaticano lanciò un primo appello all’accelerazione dell’approvazione della legge.