Articolo da "La Repubblica " del 29 gennaio 2008


"Aborto legge cattiva, sopprime esseri viventi"
Ruini in tv da Ferrara richiama i politici cattolici. "No a norme eticamente sbagliate"
Sotto attacco dell´ex guida della Cei anche la libertà d´azione dei deputati cattolici: "Non possono fare scelte eticamente sbagliate"
MARCO POLITI

ROMA - Il cardinale Ruini è già in campagna elettorale. La legge sull´aborto, dichiara alla trasmissione «8 e mezzo» di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, è una legge «intrinsecamente cattiva, che autorizza l´uccisione di un essere umano innocente».
Non è - l´intervento televisivo del porporato - una mera coda alla crociata anti-aborto lanciata da Ferrara, ma una discesa in campo con precise finalità politiche in vista del futuro governo. I punti d´attacco sono due: la 194 e la libertà d´azione dei deputati cattolici. Definendo «intrinsecamente cattiva» la 194, il cardinale getta il suo peso a favore di una revisione attuata con il metodo di nuove «linee guida», usato dal governatore Formigoni in Lombardia.
Nettissima l´indicazione riguardante i parlamentari cattolici: a loro viene detto che mai possono ritenersi autonomi nel sostenere «leggi eticamente sbagliate». E poiché è la gerarchia ecclesiastica a decidere cosa è giusto o no, al deputato cattolico (in questa visione che corrisponde esattamente al pensiero di Benedetto XVI) non resta che fare da cinghia di trasmissione.
Sicuro, preciso, sorridente - al punto da civettare con l´epiteto «Eminens» affibbiatogli da Luciana Littizzetto - Camillo Ruini si è mostrato pienamente a suo agio nel talk show. Ferrara, che in poche settimane è assurto virtualmente al ruolo di segretario aggiunto della conferenza episcopale, è ormai la voce mondana della linea ecclesiastica vaticana. Molti vescovi, dietro le quinte, mugugnano al vedere la Chiesa a rimorchio della sua spregiudicatezza politica e personale - pari all´intransigenza con cui proclama il verbo papale - ma poco contano le resistenze di una base episcopale, che non ha il coraggio di dissentire a viso aperto. Nel palazzo apostolico è stato deciso che sia lui l´icona «laica» da esibire come alleato. L´Osservatore Romano lo ha appoggiato. L´Avvenire ha definito l´iniziativa della moratoria sull´aborto un «regalo». Il presidente della Cei Bagnasco ne ha tessuto l´elogio pubblico.
Perciò Ruini può permettersi di essere più diplomatico dell´irruente Giuliano. Afferma, il cardinale, che «se una legge viene approvata dal Parlamento, come è avvenuto nel caso della 194, possiamo dire che non ci piace, che è ingiusta, ma non incitiamo alla rivolta». Afferma (a differenza della violenza verbale di Ferrara) che lui non usa mai la parola «omicidio» per l´aborto e quindi la Chiesa «non ha un atteggiamento persecutorio, ostile, ma in ogni caso caritatevole». Ma resta il fatto che «si sopprime un essere umano vivente». Severo il monito ai parlamentari credenti. Non è possibile che i «cattolici si facciano promotori di leggi eticamente sbagliate».
Nella prima Repubblica i democristiani potevano soccombere in parlamento, ha soggiunto, «ma non si facevano promotori di iniziative legislative contrarie alla dottrina cattolica». In altre parole, nel cestino i progetti di legge sulle coppie di fatto e il testamento biologico. E´ un avvertimento preciso al futuro governo e alla futura maggioranza.
Senza battere ciglio Ruini nega che vi sia una «maggior attenzione della Chiesa verso la politica interna (italiana) rispetto ad altri Paesi». Però ammette serenamente: «In Italia l´intervento della Chiesa ha un´efficacia maggiore rispetto a quanto avviene in altri Paesi più secolarizzati».
Dura la reazione di Maria Luisa Boccia (Rifondazione): Ruini non può dire che deve fare il parlamento o un deputato, che sia cattolico o meno. Ironico il socialista Boselli: «Grazie perché non incita alla rivolta contro la 194». Se vuole un altro referendum sull´aborto, lo perderà. Ma Forza Italia, per bocca di Gabriella Carlucci, mostra di aver capito il segnale: «La revisione della 194 deve essere tra le priorità della nuova agenda politica».