Aborto, l´offensiva di Ruini "Doveroso modificare la 194"
E Bagnasco ricorda: l´ora di religione è prevista dal concordato
Lezione del cardinal Vicario alla summer school di Magna Carta
L´ex presidente della Cei torna sul caso Welby: spero sia in paradiso
MARCO POLITI
FRASCATI - Forse Welby è in paradiso. La legge 194? Doveroso riscriverla. Il dramma dell´Italia è il calo demografico. I politici cattolici? Non possono mai approvare una legge contraria ai principi non negoziabili. E sull´accanimento terapeutico è meglio che decida la coscienza del medico.
Parla il cardinale Ruini e la lezione alla Summer School della fondazione Magna Carta, presieduta da Gaetano Quagliariello, diventa un carrellata sui temi più caldi del dibattito religioso-politico. Fondamentale è l´affondo sulla legge dell´aborto (in parallelo con l´editoriale di Famiglia Cristiana che esige la sua revisione). «La legge c´è, non ci sono le condizioni culturali e politiche per abrogarla - dice il cardinal Vicario rispondendo ai partecipanti al corso estivo - ma sono gravissime le sue interpretazioni eugenetiche. Dunque è doveroso darne un´interpretazione che aggiorni e migliori la legge».
Libero dal peso della direzione della Cei, Ruini si mostra in forma eccellente e nella sua introduzione sul rapporto tra fede, ragione e scienza si riconferma uno dei porporati italiani intellettualmente più stimolanti. Il suo libro «Verità di Dio e verità dell´uomo» (edizioni Cantagalli) al convegno va di mano in mano. Interrogato sul caso Welby da un giovane che definisce «disumano» l´atteggiamento della Chiesa, replica: «Sono io personalmente che ho preso la decisione, dispiaceva anche a me dire no ai funerali religiosi, prevedevo le critiche e soprattutto la sofferenza delle persone legate a Welby, ma ho pensato che non c´erano, per logica, soluzioni diverse». Il suicidio, ha spiegato, è per la Chiesa intrinsecamente negativo. Oggi si autorizzano i funerali religiosi ai suicidi presupponendo che si siano tolti la vita in un momento di turbamento, in fondo «senza piena avvertenza». Non così Welby: «Sarebbe stato arbitrario e irrispettoso dire questo di lui. Aveva teorizzato pubblicamente e privatamente la libertà di uccidersi». Il che non impedisce che si possa pregare per lui, perché la Chiesa non giudica né condanna ma affida la persona alla misericordia di Dio. Poi a sorpresa il cardinale aggiunge: «Io spero che Dio abbia accolto Welby per sempre, ma concedere il funerale sarebbe stato come dire: il suicidio è ammesso».
Ruini non aggira neanche lo scoglio rappresentato per i politici cattolici dai principi non negoziabili. «Accettiamo la logica della democrazia - scandisce - non si impone niente con la forza. Ma il politico cattolico non può fare compromessi sui principi, non può introdurre una legge contraria ad essi. Se non ha altra via, va in minoranza». Altra cosa, soggiunge, è collaborare al miglioramento di una legge già esistente (vedi aborto). Così torna in gioco il tema delle leggi eticamente sensibili. Accanimento terapeutico e testamento biologico. La Chiesa è contro l´eutanasia e anche l´accanimento terapeutico, afferma il porporato, «ma difficile è stabilire il limite». Aria, ossigeno, acqua e cibo vanno dati sempre, a prescindere dai mezzi tecnici. Ed è un elenco preciso, quello di Ruini, che lega le mani al legislatore. Poi potrà decidere caso per caso il «medico di retta coscienza». Ed è un altro siluro all´idea stessa di testamento biologico. Un accenno, infine, ai problemi dell´Italia odierna, dove il calo demografico è il pericolo principale: «Una nazione vecchia non ha futuro».
Si chiude così una giornata ricca di moniti ecclesiastici eccellenti. Il cardinal Bertone attacca i critici delle esenzioni Ici. Mentre il presidente della Cei Bagnasco ribadisce che l´ora di religione è basata sul concordato, «non è un privilegio nè una concessione e non è una forma di catechesi ma è una forma di cultura».