Aborto, le donne in piazza a Roma scontri con la polizia
Cortei in tutta Italia: "Giù le mani dalla 194"
Le manifestazioni
La protesta dopo il caso di Napoli Ai sit-in anche il ministro della Salute Turco
BIANCA DE FAZIO
CECILIA GENTILE
ROMA - Un prete passa. Getta uno sguardo alle donne in manifestazione e le apostrofa così: «Assassine, assassine». Ore 17, nel cuore del quartiere residenziale del Vomero, a Napoli. Dove l´Udi (Unione donne in Italia) ha chiamato a raccolta le donne indignate per il blitz della polizia al Policlinico e per l´offensiva lanciata contro la legge 194. «Che non è neppure attuata nella sua interezza» dice subito Stefania Cantatore, portavoce dell´Udi a Napoli. Al suo fianco, solidali con la paziente del Policlinico, circa 300 donne. Poche le giovani. Per due ore scandiscono slogan in difesa della legge sull´aborto, contro i poliziotti "Rambo", in dispregio di Giuliano Ferrara. Il sit-in napoletano dà il via alle manifestazioni che, in tutta Italia, hanno portato in piazza migliaia di donne, chiamate a mobilitarsi col tam tam telefonico e con le catene di sms.
A Roma sono in 4.000, ma la tensione è tanta e scoppiano incidenti con la polizia. Le donne si sono date appuntamento dinanzi al ministero per la Salute. Un presidio che cresce di minuto in minuto e a tanti partecipanti viene voglia di sfilare in corteo, «per dare sfogo alla rabbia». La manifestazione si snoda sul Lungotevere, ma quando vuole spingersi oltre largo Argentina, per raggiungere la Prefettura, la polizia blocca il percorso. Le manifestanti provano a sfondare il cordone degli agenti. Che rispondono con una carica e col fermo di una ragazza che sputa in faccia ad un poliziotto. Il traffico è in tilt. Fino all´intervento di Franca Rame, in manifestazione sin dal primo momento, che media con le forze dell´ordine ed ottiene che la giovane fermata venga rilasciata. Con Franca Rame ci sono i senatori Loredana De Petris, Elettra Deiana e Massimo Brutti. Anche loro hanno ascoltato le parole del ministro della Sanità, Livia Turco, che per qualche minuto lascia i suoi uffici e va a dire alle donne in piazza: «A Napoli è accaduto qualcosa che non deve più accadere». Eppure proprio da Napoli, dalla portavoce locale dell´Udi, Stefania Cantatore, giunge una staffilata al ministro: «Per fortuna qui non c´è la Turco. Lei, su questi temi, ha dimostrato di non aver niente da dire. Lei è tra quanti sono disposti a fare mediazioni sulla libertà delle donne». Non c´è la Turco, ma, a Napoli, c´è il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Chiara Acciarini: «Mi auguro che l´aborto non diventi tema di campagna elettorale». C´è l´intera pattuglia dei senatori di Rifondazione comunista. Ed anche la scrittrice Valeria Parrella: «Ho 34 anni e credevo che in Italia non ci fosse più bisogno di mobilitarsi in difesa delle donne. Sbagliavo. E allora eccomi in manifestazione».
«Silvana, siamo tutte con te» gridano le donne a Bologna, dove la manifestazione, nata come un presidio dinanzi al Sant´Orsola-Malpighi diventa un corteo che attraversa la città fino a piazza Maggiore. «Una mobilitazione destinata a crescere» afferma Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità, e mentre lei rilascia questa dichiarazione due presidi in difesa della 194 si tengono a Firenze ed altrettanti a Milano, in piazza San Babila e dinanzi alla clinica Mangiagalli. «Tremate tremate, le streghe son tornate» è lo slogan più scandito, in ogni piazza. Poi «La 194 non si tocca, la difenderemo con la lotta». Mentre a Napoli si urla anche contro Giuliano Ferrara: «Facciamone soppressate».