Articolo da "La Repubblica " del 29 aprile 2007


L´aborto da bambine "Sfrontate e sole con i maschi contro"
Se è sposata non serve l´autorizzazione dei genitori Ma in 7 casi su 10 non lo è
Le interruzioni di gravidanza di minorenni negli ultimi due anni stanno aumentando
le streghette Vanno ancora alle medie e si catalogano fra loro in principesse e streghette Il sabato sera indossano il perizoma e si ungono d´olio
la ginecologa Ho ascoltato una ragazzina vantarsi di fare sesso non protetto con partner semi sconosciuti. E´ più divertente, diceva, perché più rischioso
il padre La fidanzatina sedicenne di mio figlio ha abortito Lui mi ha detto di non farne una tragedia, e che queste sono cose a cui devono pensare le donne
il magistrato Mi inseguono i volti di ragazzine con le madri venute a chiedere di poter interrompere la gravidanza. Una decisione insopportabile da prendere

CONCITA DE GREGORIO
Un anziano magistrato in pensione, Pietro Modesti, scrive a questo giornale che nella sua «lunga e tutto sommato felice carriera» nulla lo insegue ancora adesso nei pensieri «come i volti di alcune delle ragazzine che sono arrivate da me in compagnia delle madri a chiedere l´assenso per un´interruzione di gravidanza. Potrei raccontare decine di storie, descrivere bambine spaventate e madri aggressive, giovani sfrontate e madri succubi. Una in particolare ancora adesso mi sveglia al mattino: una quindicenne adulta che voleva quel figlio, una madre bambina terrorizzata dal marito, dai fratelli, dai cognati. La figlia seria che diceva lasciami in pace, mamma, lasciami vivere la mia vita. La madre che piangeva». Negli ultimi anni, dice il giudice, l´età delle adolescenti è diminuita fino a 12, 13 anni. «Bambine, proprio. Una decisione insopportabile da prendere, eppure si doveva prendere. Esiste una legge scritta, certo. Ma poi ne esiste un´altra, ciascuno lo sa: dice che in materia di vita e di morte nessuno può decidere al posto del protagonista. La grande questione, quando ti trovi di fronte una ragazzina che porta in grembo una creatura, è chi dei due sia il protagonista. Mi sono sempre risolto a credere che sia da privilegiare la vita di chi già esiste, la vita di chi c´è piuttosto che quella di chi deve ancora arrivare. Leggo i vostri servizi sul giornale e di nuovo mi chiedo: da trent´anni in qua, su questo rovello, che progressi abbiamo fatto?».
Non molti progressi, in verità. Non sono domande con una sola risposta. I vescovi, la Chiesa ne ha una. E´ di un mese fa l´esortazione del nuovo Papa all´obiezione di coscienza a tutti gli «operatori sanitari»: ginecologi, anestesisti, persino farmacisti. La Pontificia Accademia per la vita nega che si tratti di «un attentato alla sovranità dello Stato o addirittura di un´istigazione a commettere reato», è solo un invito alle coscienze individuali. Il ginecologo Carlo Flamigni, componente del Comitato nazionale di bioetica, trova invece che l´indicazione data per esempio ai farmacisti cattolici sia «illegale, non possono non vendere un farmaco regolarmente prescritto che sia un anticoncezionale o una pillola del giorno dopo» e chiama la nuova crociata della Chiesa «una guerriglia di religione». Guerriglia tutta maschile: le gerarchie ecclesiastiche sono composte solo da uomini, immuni per biologia e - salvo incidentali eccezioni - per vocazione dall´esperienza diretta della procreazione. I siti internet dedicati al tema dell´«olocausto di nascituri» sono firmati da uomini: ce n´è uno, con sigillo di approvazione vaticana, che fornisce ai non genitori il modulo per ottenere «il battesimo dei bambini non nati». Un altro illustra con ampie argomentazioni come chi pratica l´aborto sia afflitto dalla «sindrome del boia». Un terzo rivendica il diritto degli uomini a partecipare alla decisione e infama le leggi che lo ignorano. Si riportano articoli di giornale che narrano delle irruzioni di potenziali padri in sala operatoria, casi finiti con l´arresto dell´uomo, la sentenza della Corte suprema Usa che ha vietato a una donna maggiorenne di abortire perché il marito non voleva, l´«aberrazione» della sentenza del nostro tribunale di Monza, invece, che l´anno scorso - presidente Piero Calabrò - ha ribadito il diritto della donna a interrompere la sua gravidanza senza considerare l´opinione del padre del concepito. L´avvocato Cesare Rimini, commentando la sentenza: «La legge tutela il diritto della madre, sposata o meno che sia, all´interruzione di gravidanza entro 90 giorni in piena libertà di autodeterminazione. Questa sentenza prende una decisione rigorosa e importante».
D´altra parte anche gli oltranzisti cattolici non potranno negare la differenza che corre fra chi porta su di sé, nel suo corpo, l´esperienza della gravidanza e del parto - anche a parlar solo di esperienza fisica - e chi no. Le femministe hanno prodotto una letteratura sterminata sul «corpo delle donne», anni di dibattito. Sara Gandini ha scritto che l´aborto materializza negli uomini «il fantasma di una madre distruttiva e poco accogliente». E´ una discussione "alta" e forse circoscritta alle generazioni che hanno vissuto le battaglie per la conquista dei diritti femminili. E´ disarmante ma necessario anche andare a vedere quale sia la percezione dell´aborto tra i diciottenni oggi. Scrive un padre, "Matteo da Pisa", alla rubrica di un famoso psicanalista. «La fidanzatina sedicenne di mio figlio, 19 anni, ha abortito. Appena ho saputo - in modo causale, a cose fatte - ho provato a parlargliene almeno per indurlo in futuro a comportarsi in modo più responsabile per quanto riguarda i metodi anticoncezionali. Ma mi è parso sordo, indifferente, come se contraccezione e aborto fossero problemi esclusivamente femminili. Secondo lui, spetta alle ragazze preoccuparsi di non rimanere incinte. Mi ha invitato a non "farne una tragedia", non ha dato alcun segno né di dolore né di riflessione». La relazione dell´Istituto superiore di Sanità e del Ministero sull´applicazione della 194 mostra un incremento notevole del ricorso all´aborto tra le minorenni negli ultimi due anni, in controtendenza rispetto ad una diminuzione nel passato. Se la minorenne è sposata non serve autorizzazione ma se non lo è - nel 98% dei casi non lo è - sono i genitori, 7 volte su 10, a decidere per lei. Un´occhiata su Internet ai blog dei pre-adolescenti fornisce il resto delle informazioni. Marida Lombardo Pijola ne ha appena tratto un libro, Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli lolite e altri bimbi. Bambine di scuola media inferiore, si catalogano tra di loro in ‘principesse´ e ‘streghette´, escono da casa il sabato annunciando ai genitori vado da un´amica e in discoteca - hanno fra gli 11 e i 14 anni - indossano un perizoma, si ungono d´olio, simulano il coito nella lap dance e spesso concludono il pomeriggio con incontri di sesso occasionali, qualche volta a pagamento. «Andrea mi ha detto che mi dava 150 euro io gli ho risposto che era un po´ poco non ti pare?». Rita D´Avenio, ginecologa di consultorio che tiene corsi di educazione sessuale nelle scuole: «Ho sentito io stessa una ragazzina vantarsi di fare sesso non protetto con partner semi-sconosciuti, ho visto l´approvazione e l´ammirazione delle compagne. Il sesso non protetto è più divertente, diceva. Intendeva dire: più rischioso e dunque più divertente». Se poi ci scappa un incidente si risolve. E i maschi? «Intimiditi, molto, dall´aggressività sessuale delle compagne. Sostanzialmente esclusi, in un certo senso indifferenti. Anche la possibilità che la ragazza resti incinta non sembra riguardarli: sono cose di femmine. Affari loro».