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Locandina e volantino per il presidio di Udine del 14 gennaio 2006

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LA LIBERTA’ DELLE DONNE ALL’ORIGINE DELLA VITA
A parole nessuno la vuole toccare; nei fatti, molti ne stanno praticando la demolizione.
Parliamo della 194, la legge che dal 1978 dovrebbe permettere alle donne di abortire nelle strutture pubbliche. Non certo una legge magnifica, non una schietta realizzazione di quanto chiedeva a suo tempo il movimento delle donne ma un classico compromesso nostrano perchè sembra che nell’italico stato con dentro il vaticano, meglio di così non si possa fare..... ma lasciamo stare. Se non altro la 194, in questi anni ha allontanato dalle orecchie e dall’utero delle donne il cupo “tintinnio dei ferri da calza”.
Ma nulla è per sempre, figurarsi! L’americano consolidamento teo-con che ha permesso il Bush due, suggerisce l’idea che il voto integralista paga. E nell’Italia che segue l’America in tutte le sue porcherie, finanche nella guerra, oltre ai politici genuflessi di sempre, spuntano nuovi laici devoti alla Ferrara, si svela un Fassino credente e Bertinotti che non è più ateo va alla ricerca di Dio... “Ardòn gl’incensi”... nella loro cortina fumogena, alle prossime elezioni, il voto di scambio sarà manufatto con la pelle delle donne, poichè questa, -ce lo hanno già sottolineato con la legge sulla procreazione assistita- vale meno di due cellule messe assieme.
Già, l’assurda legge 40 che definisce l’embrione persona, che per avere un impianto appena piu’ logico, presuppone proprio la proibizione dell’aborto ovvero la modifica della 194.
Appena all’inizio di questa legislatura, Buttiglione si esaltò dicendo di voler procedere subito in tal senso. Fu stoppato, troppo precoce, e poi si è capito che prendere di petto la 194 potrebbe risvegliare l’incazzatura delle donne; la strada è un’altra.
Lavora il clero, a tutti i livelli. Il vecchio Wojtyla non manca mai di andare sul pesante: “L’aborto è un principio contro la pace...” (che!...la guerra adesso è colpa delle donne??!), “la 194 è un flagello per la società...”, “L’aborto è come la shoha...”, alla faccia! Ad Agrigento si fa il cimitero dei bambini mai nati con tanto di funerale sepoltura e lapide per il feto; in diversi ospedali è impossibile abortire perchè tutti i medici sono obiettori, il Movimento per la Vita trova ovviamente sponde fra i politici che talvolta garantiscono opuscoli propagandistici anche con soldi pubblici, ultimamente si presenta con gli oranti sulla porta delle cliniche (come in America) e fa il suo ingresso nei consultori pubblici per l’antiabortismo militante, imposto da Storace che minaccia multe e ispettori se non vengono accolti.
La stessa cantilena del polacco ripresa dal clero spagnolo col “todos fuimos embriones” rimbalza tradotta e fatta propria come nuovo slogan da politici e opinionisti nella campagna referendaria sulla L.40. In questo contesto, fra tutti va segnalato Pera con summa filosofia a definire gli aborti “piccoli omicidi”.
Sul piano politico si prova la strada della monetizzazione: soldi da dare -bonus di 1500 euro per le donne che accettano di non abortire o soldi da prendere aborto col ticket; sistema premio/punizione. Punizione sicuramente per le donne che per l’aborto si rivolgono al consultorio pubblico; un disegno di legge Storace (ai tempi governatore del Lazio) prevede questionari e schedature. Con Storace ministro della salute, abbiamo visto la pantomima, le interferenze e l’azione di contrasto sulla sperimentazione della pillola abortiva RU486, la pillola dei “barbari”, minacce alle “regioni che incentivano l’aborto” e il duetto Storace/Ruini con accuse di omicidio è ormai un refrain quasi quotidiano... e attenzione!, dire, come si è osato, con uno striscione sotto la curia a Torino: “Poletto stai zitto, l’aborto è un diritto” è reato di vilipendio alla religione! Ora poi, si è costituito il Partito di Dio, hiuhuu! il massimo!!
Il terreno è pronto dunque, non per modificare la 194, no, ma per svuotarla e finirla del tutto sì.
Sono finite anche le donne che protestano? A quanto pare no! Nella manifestazione di Milano del 14 gennaio si dice “La libertà femminile all’origine della vita”, ecco il luogo e il momento del concepire, dell’accogliere in sé: nella libertà. E non è quella pagata col bonus, nè obbligata col ticket, non è quella che ci paventa l’inferno degli assassini o ci apre il paradiso per l’obbedienza e la sottomissione; tutto questo lo avevamo già visto; nel frattempo molte donne hanno imparato ad amare la propria libertà, non accetteranno di tornare indietro, nel nome del padre e così sia. No!
Aborto ... maternità: sia fatta la nostra volontà!
Dumbles, feminis furlanis libertaris - 14 gennaio 2006-
www.ecologiasociale.org vedi alla voce ecofemminismo
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