Articolo da "La Repubblica" del 24 febbraio 2008




Il cardinale Grocholewski: anche i medici si oppongano
"Non si tratta sui valori i politici credenti non devono cedere"
La vita va difesa in ogni momento, l´aborto non è mai lecito, l´embrione va sempre salvaguardato e le manipolazioni genetiche non ammesse, come ci ripete instancabilmente papa Ratzinger
"I dibattiti sono sempre ben accetti, ma i cattolici parlino ad alta voce"

ORAZIO LA ROCCA
CITTÀ DEL VATICANO - Cardinale Grocholewski, in Italia non spira un buon vento per i valori cattolici come dimostra l´ingresso dei radicali delle liste elettorali del Pd o il sì alla pillola abortiva Ru486, alla fecondazione artificiale e alle analisi preimpianto annunciato dalla Federazione degli Ordini dei medici. Cosa devono fare medici e politici cattolici?
«Pur senza entrare nel merito di quanto sta avvenendo in Italia, non ho difficoltà a ribadire che chi si professa cattolico è sempre tenuto a difendere i valori in cui crede, senza compromessi e senza cedimenti. Specialmente per difendere la vita dal concepimento fino alla fine naturale, difendere gli embrioni e dire no a manipolazioni genetiche. Di fronte a questi valori, i cattolici non devono avere dubbi e sono sempre chiamati ad opporsi con forza a provvedimenti che possono ledere le loro coscienze, senza farsi condizionare da schieramenti politici o da scelte di parte. A maggior ragione quando si tratta di politici, medici ed educatori». Zenon Grocholewski, polacco, 68 anni, in Italia dal 1974, è il cardinale prefetto della Congregazione per l´Educazione cattolica e Gran Cancelliere della Pontificia università Gregoriana. Sorta di «ministro» vaticano delle scuole cattoliche e delle università pontificie. E, pertanto, primo collaboratore di Benedetto XVI sulla formazione culturale.
Eminenza, come rispondere a scelte politiche o a documenti sanitari in antitesi alle opzioni cattoliche?
«Al di là dei partiti politici in cui militano, i cattolici devono sempre professare la loro fede e le loro scelte valoriali. Per esempio, se parliamo di formazione, i cattolici sono tenuti a guardare sempre alla formazione integrale dell´individuo e a intraprendere sempre un proficuo dialogo tra scienza e fede».
Questo dialogo, però, può essere messo a dura prova da scelte che intaccano proprio quei valori non negoziabili di cui parla papa Ratzinger.
«Ma è proprio questa la sfida a cui i cattolici sono tenuti a rispondere tenendo alta la bandiera dei loro valori, al di là dei partiti in cui sono chiamati a militare o di provvedimenti medico-sanitari che determinate istituzioni possono varare. Nessun compromesso, dunque, sui valori non negoziabili, che i cattolici possono promuovere ancora di più proclamando i loro valori religiosi, specialmente accanto a chi soffre, ai bisognosi, agli ammalati. Come fanno, ad esempio, i missionari che operano nelle terre più povere del pianeta. Ho visitato, recentemente, le missioni del Congo e di altri paesi africani. E´ grande l´opera che i cattolici svolgono in questi luoghi dove proclamano i loro valori non negoziabili dando sé stessi e la loro vita. Senza cedimenti».
E´ un bene o è un male che nel dibattito elettorale in Italia si fa sempre più riferimento anche ai valori cattolici?
«I dibattiti sono sempre ben accetti. Ma i cattolici - specialmente quando si tratta di politici collocati nei vari partiti, di medici o di operatori sanitari - devono sempre dire ad alta voce e senza esitazione che la vita va difesa in qualsiasi momento, che l´aborto non è mai lecito, che l´embrione va sempre salvaguardato, che le manipolazioni genetiche non sono ammesse. In poche parole, politici e medici cattolici sono in coscienza sempre tenuti a difendere la dignità umana, a partire dai più deboli ed indifesi, come ci ha insegnato Giovanni Paolo II e come instancabilmente ora ci ricorda Benedetto XVI».