Articolo da "La Repubblica " del 8 gennaio 2008


La campagna per la moratoria, Veltroni scrive al "Foglio"
Il Papa: dopo lo stop al boia confrontiamoci sull´aborto

MARCO POLITI
Dal trono dorato, che fu di Pio XII, papa Ratzinger esprime dinanzi al corpo diplomatico soddisfazione per la moratoria Onu sulla pena di morte e pronuncia l´oracolo che getta nuova benzina sulle polemiche italiane: «Io faccio i voti che tale iniziativa stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana». E´ di fatto la benedizione della moratoria sull´aborto, anche se non c´è menzione esplicita della proposta di Giuliano Ferrara, che di fatto equipara l´aborto a un´esecuzione.
L´invito è pastorale e non entra nei dettagli della legge 194, di cui i cardinali Ruini e Bagnasco hanno già con vari accenti auspicato una riformulazione. Ma sulla scena italiana, dominata da un crescente pressing della gerarchia ecclesiastica - che ha impedito una legge sulle coppie di fatto normalmente in vigore nei paesi europei, che blocca il testamento biologico, che incita i farmacisti all´obiezione e pone il veto alla pillola del giorno dopo - basta un accenno per infiammare il dibattito.
Alleanza nazionale, per bocca di Pedrizzi, legge l´intervento papale come apripista di una moratoria globale, di cui il governo dovrebbe assumere l´iniziativa. Ribatte la ministra Bonino che la vera moratoria sull´aborto clandestino di massa è la 194. Commenta Chiara Acciarini, sottosegretario alle Politiche familiari: «Sarebbe il caso di chiedere una moratoria sulle ingerenze della Chiesa cattolica nella vita civile e politica degli stati».
Parlando ai diplomatici nel tradizionale discorso di inizio anno, Benedetto XVI tocca i temi a lui congeniali. Deplora gli «attacchi continui, in tutti i continenti, contro la vita umana», invita gli scienziati ad un «uso morale della scienza», invoca il rispetto della libertà religiosa. E soprattutto incalza sul tema della famiglia. Ruvida è la reprimenda contro Zapatero, benchè non lo nomini: «Mi rammarico ancora una volta per i preoccupanti attacchi all´integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società».
Numerosi gli aspetti della politica internazionale, affrontati dal pontefice. Appoggio al processo di integrazione europea, purchè la Ue non rinneghi le sue radici cristiane, ansia per la pace in tutte le zone di crisi nel Medio Oriente, preoccupazione per le persecuzioni anti-cristiane in Iraq e un forte appello alla comunità internazionale perchè agisca per «impedire l´accesso dei terroristi alle armi di distruzione di massa».
Nel contesto italiano prevale, però, l´attenzione per la pressione che i pronunciamenti papali esercitano su un´eventuale modifica della 194. Lo stesso Osservatore Romano riferisce di un Giuliano Amato pronto a riconoscere - lo ha fatto con un intervento sul Sole 24 Ore di domenica - che le questioni poste da Ferrara «si agitano nelle nostre coscienze», anche se il ministro ribadisce la difesa della legge sull´aborto. La ministra Pollastrini è più netta: la legge ha dato buona prova perciò no alla revisione, no alle strumentalizzazioni, no a steccati ideologici. Un altro ministro, Mastella, dice invece che «le osservazioni del mondo cattolico sono intelligenti» e quindi «la legge potrebbe essere ripensata, purchè non porti a scontri tra laici e cattolici».
Resta il fatto che la stragrande maggioranza degli italiani (cattolici e non) dalla questione-moratoria non si sente affatto coinvolta ed è compatta nella salvaguardia della legge. Ne è ben consapevole l´ex presidente della Camera Casini. E se il suo compagno di partito Buttiglione esige che il governo Prodi promuova un documento all´Onu «contro l´uso dell´aborto come strumento di prevenzione delle nascite», Casini è molto più sottile. Le parole del Papa - dice - sono uno stimolo alla «riflessione personale» di credenti e non credenti per valorizzare sempre più la vita e la maternità. Niente a che fare, sottolinea, con la 194.