"Basta aborti per motivi economici" sì bipartisan al monito di Napolitano
Carfagna: per aiutare mamme e figli bisogna diminuire le disuguaglianze
LAURA LAURENZI
ROMA - La politica aiuti chi vuole figli: il monito rivolto alle istituzioni dal capo dello Stato sulla prima pagina di Repubblica riscuote adesioni e suscita consensi in tutti gli schieramenti. Rispondendo all´accorato appello di Sandra, la precaria di 29 anni che stava per abortire perché «avere un figlio con 1300 euro al mese è un lusso che non posso permettermi», Napolitano ha richiamato il Parlamento a un rinnovato impegno sulle politiche della famiglia e ha anche parlato di «inadeguatezza delle retribuzioni». Occorre intervenire propri su queste disuguaglianze, ha sottolineato ieri Mara Carfagna, neo ministro per le Pari opportunità: «Elevare il tasso di occupazione femminile è un importante obiettivo, ma va fatto coincidere con politiche che permettano alle donne lavoratrici di far figli e seguire la famiglia. Serve una legislazione sul modello francese, che permetta alla madre di non pregiudicare il suo percorso lavorativo».
Per Vittoria Franco, senatrice del Pd e ministro ombra per le pari opportunità, «non deve più accadere che una giovane donna rinunci alla maternità per ragioni economiche. Occorrono sostegni al lavoro femminile più certi e più moderni, più servizi educativi per l´infanzia, dote per ogni figlio che nasce, congedi parentali, ma soprattutto una nuova cultura della maternità».
Diventare madri è un lusso. Lo sottolinea Alessandra Mussolini, segretario di Azione sociale e deputata del Pdl: «Il costo relativo ai primi tre anni di vita di un bambino attualmente può essere realisticamente sopportato solo da donne ricche o da famiglie benestanti. Quindi l´aiuto non si può esaurire con provvedimenti una tantum, ma deve essere il frutto di una modifica del rapporto tra famiglia e società capace di strutturare gli aiuti alla maternità nell´arco del tempo». La lettera di Napolitano mette d´accordo maggioranza e opposizione, ed è «un grande passo avanti per la crescita civile del nostro Paese», osserva Anna Paola Concia, deputato del Pd: «Il capo dello Stato indica la strada su quello che le istituzioni possono fare per aiutare i cittadini, e per prime le donne, ad affrontare consapevolmente la maternità e la paternità. Compito del Parlamento è costruire le condizioni materiali perché gli italiani possano mettere al mondo un figlio senza paura del futuro».
Sono numerosissime, il 40 per cento del totale, le donne sposate che scelgono - quasi sempre una scelta obbligata - di abortire. Lo rivela il presidente dell´associazione Matrimonialisti Italiani, Gian Ettore Gassani: «Incertezze economiche e l´assenza di un´efficace rete di sostegno sociale alla maternità sono le cause principali per cui donne molto spesso culturalmente contrarie ala scelta dell´aborto decidono di assumere questa estrema decisione. La storia di Napoli dimostra, chiaramente, che oggi l´aborto non lo praticano ragazze madri o sbandate. Non è vero che in chi abortisce manchi il senso si maternità; è vero invece che esso è calpestato dalle insicurezze sociali ed economiche. Siamo un Paese di figli unici per necessità».