Articolo da "La Repubblica" del 14 febbraio 2008


"Dignità da tutelare ma la vita va difesa"
Barragan: la Ivg è sempre un peccato
Ritengo che la vicenda di Napoli resti un fatto grave. Alla donna che ha abortito manifesterei però comprensione e compassione. La Chiesa non è contro i peccatori

MARCO POLITI
CITTA´ DEL VATICANO - «La dignità dell´essere umano va sempre tutelata». Il cardinale messicano Javier Lozano Barragan, ministro della Sanità vaticano, è troppo diplomatico per interferire nelle vicende giudiziarie dello Stato italiano, però l´immagine di una donna in ospedale, circondata da poliziotti nel momento delicatissimo che segue un´interruzione di gravidanza, ha turbato anche lui. «La Chiesa - spiega - combatte il peccato ma non si prefigge l´obiettivo di colpire i peccatori».
Non è solo la sua posizione. In Vaticano è diffusa la preoccupazione che la questione dell´aborto non diventi tema di uno scontro accanito alle elezioni né imbocchi la via aggressiva di quel terrorismo psicologico che caratterizza il fondamentalismo protestante americano, cui si ispira la campagna del Foglio con l´ossessiva ripetizione di Giuliano Ferrara che l´aborto è «omicidio perfetto».
L´idea di un feto sequestrato ha scosso l´immaginario di molti prelati. Ci sono ostetriche e fedeli, che a volte - di nascosto - corrono verso un rubinetto per battezzare il piccolo feto dopo un´interruzione di gravidanza, ma «sequestrarlo» e mettergli un cartellino, come a un qualsiasi «oggetto di reato», ha messo a disagio moltissimi.
Cardinale Barragan, una donna è inquisita appena uscita dalla sala parto, mentre in Italia la crociata contro l´aborto, lanciata in nome di una moratoria, sta avvelenando il clima. Cosa ha da dire la Chiesa?
«L´aborto è sempre un fatto oggettivamente grave».
A Napoli non stava succedendo nulla di illegale. Si stava compiendo un´interruzione di gravidanza nei termini previsti dalla legge. Un aborto terapeutico a norma della 194.
«L´aborto terapeutico non esiste, è solo aborto e basta. Ed è riprovevole».
Allora l´irruzione in ospedale da parte della polizia?
«Violare o non violare l´intimità di una persona dipende dalle leggi, ma la legislazione deve essere basata sui diritti umani».
Nel caso concreto?
«Violare la privacy, in un caso come questo, immagino avvenga seguendo una legge. Però la norma non può che fondarsi sul rispetto della dignità umana».
Qual è stata la sua reazione?
«Senta, io non conosco il diritto italiano, sono uno straniero. L´unica cosa che so è che la dignità dell´essere umano va sempre tutelata».
Lei come sacerdote cosa direbbe alla madre di Napoli?
«Ritengo che il fatto dell´aborto resta grave. A lei manifesterei comprensione, compassione, misericordia».
La Chiesa in Italia non ha mai appoggiato iniziative poliziesche del genere.
«La Chiesa è contro il peccato, non si scaglia contro i peccatori».
E´ questo ciò che ha pensato leggendo la notizia?
«Il Signore è venuto per guarire dalla malattia del peccato le persone, non per annientarle».
Quindi cosa prova?
«Compassione».
In Vaticano e alla Cei l´episodio è stato accolto con disagio. Non è questa la cifra del cattolicesimo italiano moderato. Molto apprezzato è stato l´intervento di Berlusconi, che ha collocato la moratora dell´aborto nell´agenda delle Nazioni Unite. E altrettanto apprezzata è stata la sua volontà di non farne uno dei temi focali della campagna elettorale. Nella gerarchia ecclesiastica si concede che il Foglio ha aperto una discussione culturale, ma si sente il bisogno di smarcarsi dai suoi «toni esagerati». Abbassare i toni è l´imperativo del momento e Oltretevere c´è chi si compiace visibilmente che la proposta di una Lista per la vita, lanciata da Ferrara, sia stata «scaricata praticamente in diretta televisiva da Berlusconi».
Il direttore dell´Osservatore Romano Giovanni Maria Vian ricorda che l´aborto, secondo la Gaudium et Spes, è un crimine abominevole, ma su questo dramma - dice - sarebbe bene «lasciare la parola alle donne».