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ROMA - «Ma no, il futuro governo Berlusconi non toccherà la legge sull´aborto. E l´aborto non è neppure una questione che possa entrare a far parte del programma elettorale. Perlomeno non nel nostro partito, che sui temi etici ha sempre riconosciuto la libertà di coscienza. D´altra parte, questi dividono trasversalmente gli schieramenti. Sarebbe un errore tirarli in ballo». Stefania Prestigiacomo è uno dei pochi esponenti "liberal" di Forza Italia ora Pdl. Quand´era ministro delle Pari opportunità fu spesso isolata nelle battaglie per i diritti civili e sulla laicità. Ora, a sessanta giorni dal voto, invita «Giuliano» Ferrara a «non avvelenare» il clima politico a spese delle donne. Ribadisce: con il centrodestra al governo «non si modificherà la 194 né però si faranno i Pacs».
Fuori l´aborto restasse dalla contesa elettorale, onorevole Prestigiacomo?
«Non è che chiedo di non parlarne però francamente non sono queste le priorità di cui la gente vuole discutere che riguardano il potere d´acquisto, i salari bassi, la vita quotidiana».
Guardi che è il suo leader, Silvio Berlusconi, ad avere tirato in ballo l´aborto.
«No. Berlusconi correttamente ha risposto a una domanda specifica sulla difesa della vita e la moratoria Onu. Posizioni che ha sempre sostenuto a livello personale, e che comunque non corrispondono specularmente a mettere in discussione la libertà della donna. Ha sempre parlato di libertà di coscienza e credo che questa vada riconosciuta anche a lui».
Malgrado qualcuno abbia ricordato ora che nella vita privata di Berlusconi e di sua moglie, Veronica Lario ci sia stata l´esperienza drammatica dell´aborto.
«Non conosco gli aspetti privati della vita del presidente e mi pare di cattivo gusto che qualcuno ne parli. Sulla moratoria Onu peraltro condivido la preoccupazione per l´uso coatto dell´interruzione di gravidanza che fanno paesi come l´India e la Cina».
Insomma, lei rassicura sulle intenzioni del Pdl sull´aborto?
«Nessuna intenzione di modifica, piuttosto applicare meglio la 194 e le politiche di sostegno alle donne. In questa legislatura c´era una maggioranza di centrosinistra risicata ma nessuno del centrodestra si è sognato di proporre lo smantellamento della 194. C´è molto da fare invece sulla prevenzione, per interventi che diffondano la convinzione tra le più giovani che l´aborto non può essere considerato un sistema di contraccezione. È possibile fare interventi mirati».
Introducendo la RU486, la pillola del giorno dopo?
«Anche. Bisogna fare una corretta informazione. La donna italiana sa come proteggersi e affrontare in modo responsabile la propria vita sessuale».
Il risultato di questa caccia alle streghe è l´irruzione della polizia a Napoli in un ospedale dove si praticava un aborto, con l´accusa di "feticidio"?
«È assurdo. La 194 chiarisce bene i limiti di ciò che si può fare. Le gravidanze che si interrompono alle ventiduesima settimana sono scelte dolorosissime che una madre compie e vanno rispettate: stiamo parlando di feti malformati. A me dispiace che da questo dibattito sui prematuri le donne siano state assenti. Al quinto mese di gravidanza un´interruzione avviene solo dopo avere accertato che il feto è gravemente a rischio. Spetta alla madre, e solo a lei, decidere se proseguire. È che si parla per sentito dire o per posizioni ideologiche».
E come giudica la "lista per la vita" annunciata da Giuliano Ferrara?
«Rispetto Ferrara ma non è utile alla politica la sua iniziativa. Avvelenerà il clima, non perché la sua non sia una battaglia legittima, Ma anch´io sono pro vita, non sono pro aborto però dobbiamo piantarla di criminalizzare le donne che compiono una scelta che è sempre drammatica».
Berlusconi sull´aborto ha voluto rassicurare il Vaticano e conquistarsi i consensi cattolici?
«Non c´entra nulla. L´elettorato cattolico ha a cuore i temi della famiglia e sa che del centrodestra si può fidare. Noi non faremo mai i Pacs».
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