"Aborto fuori dalla campagna elettorale"
Berlusconi frena. Ferrara rilancia: "Voglio fare il ministro della Sanità"
L´Osservatore: non strumentalizzare i temi etici. La Binetti boccia il partito della vita
ROMA - Dopo essere sceso in campo contro l´aborto, Silvio Berlusconi frena: meglio lasciare la questione aborto fuori dalla campagna elettorale. Il tema è delicato, gettarlo nello scontro politico non è il caso. Rimprovera «l´amico» Giuliano Ferrara che ha deciso di presentare una "Lista per la vita": «Io sono contrario. Ho cercato di dissuaderlo. Negli ultimi mesi è stato rapito da questa missione, ma io penso che l´aborto non è un problema da inserire nell´agone politico, è un tema che attiene alle coscienze e deve stare fuori dalla politica». Quindi al Pdl e al suo leader, la lista Ferrara non sta bene neppure un po´.
«Io passo giorni e notti a concentrare diciotto sigle di partiti in una, e ora l´amico Ferrara propone un´altra lista. La sua è una strategia che va contro il volere degli italiani», si sfoga il Cavaliere in tv a Porta a porta. Insomma il palcoscenico giusto per la battaglia per la vita «non è la politica», ma lo scenario internazionale dell´Onu dove parlare di moratoria e dei diritti del concepito. Rivela altresì di avere offerto al direttore del Foglio di candidarsi nel Pdl. Tuttavia Ferrara va dritto per la sua strada e ammette che vorrebbe essere ministro della Sanità in un futuro governo Berlusconi. Ad appoggiare incondizionatamente l´iniziativa di Ferrara è l´Udc di Pier Ferdinando Casini. «Il tema che lui ha posto sarà il nostro impegno programmatico in Parlamento - afferma Casini - La Chiesa dal canto suo fa bene a sottolineare che c´è la necessità di difendere alcuni valori, e per esempio si parla tanto della moratoria sull´aborto». Rocco Buttiglione si spinge ancora più in là e propone un apparentemente tra Udc e Lista pro vita in vista del voto di aprile.
Il Vaticano apprezza che la riforma della 194 o «una sua migliore applicazione» siano tra i contenuti della campagna elettorale però l´Osservatore romano invita a evitare strumentalizzazioni sui temi etici. Almeno nella prima fase della campagna elettorale, sottolinea il quotidiano della Santa Sede, c´è stata «una convergenza» nell´evitare «strumentalizzazioni a uso elettorale». I laici sono sulle barricate. Enrico Boselli, leader socialista, attacca: «Il cardinale Ruini vuole cancellare la 194, non migliorarla». I Radicali non sono disposti ad assistere allo «scempio» di smantellare una legge che ha sanato la piaga degli aborti clandestini. S´indignano i laici del Partito democratico, da Barbara Pollastrini a Vittoria Franco: «C´è una crociata contro le donne, è un imbarbarimento». Anche i teodem però criticano aspramente la strumentalità della "Lista pro vita" annunciata da Ferrara. Paola Binetti ad esempio, rivendica la trasversalità della battaglia per la vita: «Non vedo perché si possa ricercare un´intesa bipartisan sulla riforma elettorale e non potrebbe esserci contro l´aborto e in difesa della vita». Però, giudica del tutto «strumentale un partito per la vita». Critiche alla Binetti piovono dal Pd e soprattutto dalla sinistra radicale. Lei respinge e rilancia sui Dico, la legge sulle unioni civili naufragata sotto il fuoco di fila cattolico: «Non vale la pena ripresentarli allo stesso modo».
(g.c.)