Livia Turco: da Chiesa e politica un passo indietro. Assurdo fare denunce anonime contro chi abortisce
"È cominciata la caccia alle streghe sto pensando se chiedere un´ispezione"
Aspetto dal Consiglio della Sanità i pareri sulle cure perinatali, sulla Ru486 e su quando inizia la vita autonoma del feto
MARIO REGGIO
ROMA - «Ho letto e riletto le notizie per una decina di volte. Resto attonita, profondamente turbata, come donna e come ministro della Salute e m´interrogo su questo nostro Paese. È cominciata la caccia alle streghe. Quanto è accaduto al Nuovo Policlinico di Napoli rispecchia il clima di tensione inaccettabile che si è creato attorno ad una delle scelte più drammatiche per una donna, come quella di rinunciare ad una maternità. Esprimo la piena solidarietà e vicinanza alla donna ed ai sanitari che l´hanno assistita. Siamo arrivati al punto di fare ed usare denunce anonime. Chiedo ai partiti di astenersi dall´alimentare polemiche e lacerazioni durante la campagna elettorale. Ed anche alla Chiesa cattolica di fare la sua parte».
Livia Turco non nasconde la sua preoccupazione.
Ma c´è chi alimenta la campagna di caccia alle streghe.
«Chi issa i vessilli della cultura della vita dovrebbe capire che questo vuol dire avere atteggiamenti sereni, non usare l´intimidazione e la colpevolizzazione. Vuol dire anche dire no alla polizia in sala parto. È bene che chi ha a cuore la cultura della vita rifletta, non può promuovere le vita invocando l´omicidio, provocando lo scontro tra le parti che genera incertezza. Questa è la questione di fondo: la cultura della vita ha bisogno di pacatezza, di dialogo, di rispetto delle persone. Invece il nostro Paese è sottoposto da tempo ad una guerra sull´aborto che divide, lacera, anima lo scontro, alimenta la tensione».
Siamo alle porte di una campagna elettorale che non promette nulla di buono.
«Quello che sta avvenendo consiglia di non brandire i temi della vita come una clava elettorale. Questa è la vera questione. Spero in una moratoria sui problemi etici durante la campagna elettorale, problemi che dovranno essere affrontati ma solo quando ci sarà un Parlamento in grado di fare leggi. Nessuno strumentalizzi cercando voti. Su questi temi non ho alcun imbarazzo, ma uno scontro elettorale sui temi della vita e della bioetica può avere effetti assolutamente imprevedibili. Tutti facciano un passo indietro. Il rispetto della vita deve sollecitare prudenza».
Anche la Chiesa cattolica?
«La Chiesa ha il diritto sacrosanto di parlare di questi temi. Ma auspico che faccia la sua parte per costruire un clima di serenità e parli alle coscienze senza sollecitare mobilitazioni politiche».
Non neghi che ci siano problemi anche all´interno del Pd.
«È stata fatta una scelta chiara, limpida ed unanime: difendere ed applicare la legge sull´interruzione volontaria di gravidanza».
Lei ha chiesto al Consiglio Superiore di Sanità tre pareri scientifici.
«Ho chiesto se è possibile definire quando inizia la vita autonoma del feto, gli indirizzi per le cure perinatali e i parti molto pretermine, infine sulla Ru486. Un lavoro accurato e serio, che ha avuto bisogno di un´istruttoria scientifica approfondita. Aspetto le risposte per la fine di febbraio».
Manderà gli ispettori a Napoli?
«Vedremo. Ci ho pensato. Ma non credo sia mia competenza. Le ispezioni si fanno quando non si rispettano le leggi, le procedure».