Articolo da "La Repubblica" del 21 febbraio 2008


Blitz per l´aborto, la condanna di Scotti "Privacy violata, la polizia fu teatrale"
Il ministro: a Napoli stupido protagonismo di chi denunciò
Il ministro Turco: non fu irregolare quella interruzione di gravidanza
GIUSEPPE DEL BELLO

NAPOLI - Quell´aborto è stato davvero terapeutico. L´iter seguito dalla paziente e il comportamento dei ginecologi sono stati corretti. Dopo una settimana di roventi polemiche sulla legittimità dell´atto medico e sull´irruzione delle forze dell´ordine nelle corsie della clinica universitaria, arriva la conferma del ministero della Salute: l´interruzione di gravidanza al Nuovo Policlinico di Napoli è stata effettuata nel rispetto delle norme che regolano la legge 194. Il ministro della Giustizia Luigi Scotti invece, che aveva chiesto chiarimenti sull´intervento della polizia autorizzato dal pm Vittorio Russo, ha disposto ulteriori accertamenti.
Livia Turco, intervenuta ieri all´audizione di fronte alle commissioni riunite Affari sociali e Giustizia della Camera, ha ripercorso le tappe della vicenda e, sulla scorta dei risultati dell´ispezione ministeriale, ha confermato di non avere riscontrato irregolarità. Lo dice l´esame della documentazione custodita nella cartella clinica di Silvana S., la 39enne di Arzano che aveva chiesto di abortire a scopo terapeutico per non mettere al mondo un bimbo portatore di una seria patologia cromosomica. Tutto in regola: dalla diagnosi ottenuta dall´amniocentesi che certificava la sindrome di Klinefelter nel feto ai colloqui (avvenuti il 4 febbraio) con l´assistente sociale e col ginecologo come prevede la legge, alla consulenza genetica eseguita il giorno successivo, all´esame ecografico che ha stabilito l´epoca esatta (la 21 esima settimana) della gravidanza, fino alla consulenza psichiatrica che il 7 febbraio ha certificato i potenziali rischi per la salute psichica della donna.
Il ministro della Salute, dopo aver comunicato l´altro ieri al telefono con Silvana, in aula ha sottolineato che la giovane «merita rispetto», tanto da aver «sentito il dovere, prima di parlare di lei, di chiamarla». Poi, sempre rivolta ai colleghi, la Turco si è fatta portavoce del «suo turbamento, della sua solitudine e del suo bisogno di silenzio». La Turco ha anche aggiunto di essere «a disagio nel presentare una relazione su questa vicenda. Devo riferire se in una determinata circostanza vi è stata una corretta applicazione di una legge dello Stato. Ma questa coincidenza coinvolge la sfera più intima di una persona che sempre e comunque merita rispetto».
Tutt´altro che assolto invece il comportamento degli agenti che, intervenuti dopo la denuncia (in un primo tempo ritenuta anonima) di infanticidio da parte di un portantino della clinica, avrebbero sottoposto la donna appena uscita dalla sala operatoria ad un incalzante interrogatorio. «La violazione già accertata è quella assoluta della privacy», ha detto il Guardasigilli: «É stata esposta, poverina, alla conoscibilità collettiva. E invece si trattava di dati sensibili che non possono essere manifestati. C´è stata la partecipazione di ben tre pattuglie. Se non fosse una vicenda drammatica parlerei di teatralità. Voglio ricostruire i fatti nella loro precisione» per verificare se vi sono state «negligenze e superficialità». Gli ispettori di via Arenula saranno a Napoli nei prossimi giorni anche per sentire il magistrato. Scotti non ha risparmiato il parasanitario Ciro De Vivo autore della denuncia: «Sicuramente c´è stato uno stupido protagonismo da parte di un soggetto che poi ha rinnegato quel che aveva detto». Secondo la ricostruzione degli ispettori l´uomo, che prima aveva parlato di "infanticidio", successivamente avrebbe cambiato versione, riferendo di una «povera donna che, abbandonata da tutti, partoriva da sola nel bagno». Intanto da Sandra Cioffi, parlamentare dell´Udeur e segretario della Commissione Infanzia, arriva l´invito a «non rivedere ma a verificare» l´attuazione della 194. In Campania il 90 per cento del personale sanitario e infermieristico è obiettore di coscienza, mentre i servizi di Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), sono pochi e con liste d´attesa fino a un mese e più.