Articolo da "La Repubblica" del 15 febbraio 2008


Napoli, il racconto dell´uomo. Il pm: caso di isteria collettiva
E un portantino rivela "L´ho vista in quel bagno e ho chiamato i carabinieri"
"Vi pare normale che una paziente si chiuda e partorisca da sola?"
CONCHITA SANNINO
NAPOLI

«Io sono un ex carabiniere. Lavoro nel reparto di Ostetricia, faccio il portantino da anni, e sono uno che non si gira dall´altra parte quando vede alcune cose "strane". Ma a voi pare normale che una paziente si chiuda in bagno e partorisca da sola, senza neanche accorgersene? Ma vi sembra una bella scena da vedersi in un ospedale? Mi sono preoccupato. Io integralista? Ma quale blitz anti-aborto, mi piacerebbe solo che le cose funzionassero meglio nei reparti».
Ora parla Ciro D. V., 51 anni, residente in un comune vesuviano, un paramedico di Ostetricia dell´Università Federico II di Napoli. Ecco, 48 ore dopo, qual è la genesi del blitz della polizia al Policlinico che ha innescato furibonde polemiche e polarizzato, sul tema dell´aborto, il dibattito elettorale con corollario di barricate e cortei.
Eccolo il retroscena che viene raccontato nei dettagli dal testimone Ciro D. V. Quel lunedì sera, in reparto, c´è un piccolo feto di 450 grammi, probabilmente morto e destinato ad aborto terapeutico, che invece di essere prelevato in sala operatoria finisce invece direttamente dal grembo materno in un water: per incolpevole malore di sua madre, Silvana S., e anche per una leggerezza del personale parasanitario che avrebbe dovuto impedire alla donna di andare in bagno da sola. Ma alla penosa scena assiste Ciro. Che, vedendo la donna in un reparto diverso da quello in cui si eseguono gli aborti consentiti, si allarma, pensa a un infanticidio e avverte le forze dell´ordine. «Qui c´è una donna ricoverata che si è chiusa nel gabinetto e ha partorito da sola, stanza 207, sono un ex carabiniere, non dico sciocchezze, correte».
L´uomo è stato interrogato ieri fino a notte dal sostituto procuratore Vittorio Russo, proprio il pm che aveva autorizzato le verifiche degli agenti in ospedale. E lo stesso Ciro, che ha assistito in diretta all´intervento della polizia in reparto, conferma al pm che «quell´ispettrice entrata in corsia è stata professionale e discreta. Non ho sentito volanti che arrivavano a sirene spiegate, né tintinnìo di manette, né sceriffate». Una conclusione cui arriva dopo un´intensa giornata di istruttoria e oltre 10 ore di interrogatorio, lo stesso pm che infatti registra a modello 45 (in assenza di ipotesi di reato) l´intera vicenda. L´ispettrice di polizia interrogata ribalta poi, una ad una, le contestazioni mosse dalla signora Silvana, che aveva detto di essere stata «massacrata di domande». Obietta la poliziotta durante l´interrogatorio con il pm: «Veramente ho atteso che la donna rientrasse in stanza, e quando le ho chiesto se potevo rivolgerle qualche domanda lei stava vedendo la tivvù in camera. Verificate». Un riscontro lo offre lo stesso dottor Francesco Leone, direttore del servizio Interruzione di gravidanza: «Io non ho mai detto che la polizia è stata scortese o aggressiva. Dico solo che erano troppi: 7».
Gli interrogatori proseguono anche oggi. Ma il pm Russo, dopo aver ascoltato una decina di testi, si lascia andare ad un amaro commento: «Ciò che è accaduto intorno alla vicenda del Policlinico ha a che vedere con una grave distorsione della realtà, se non con un caso che mediaticamente e politicamente potremmo definire di isteria collettiva».