Ma il presidente della Federazione dei medici precisa: i nostri associati sapevano che avremmo diffuso il documento
Difesa della 194, camici bianchi divisi l´Ordine lombardo: testo mai votato
Richieste di dimissioni e di una riunione del Consiglio nazionale
Tra i temi sollevati l´opportunità della diagnosi pre-impianto degli ovociti
MARIO REGGIO
ROMA - La Federazione degli ordini professionali dei medici si spacca. Domenica l´Associazione nazionale dei medici cattolici ha attaccato il "documento etico" discusso durante il Consiglio nazionale. E ieri sono scesi in campo i presidenti provinciali della Lombardia. Il leit-motiv è sempre lo stesso: il documento non è stato votato nel corso del Consiglio nazionale, quindi ci dissociamo. L´Associazione dei medici cattolici, che rappresenta 10 mila professionisti su 330 mila, ribadisce: «Il documento non ci rappresenta perché difende la 194 senza alcuna obiezione».
E i presidenti degli Ordini lombardi ripetono: «Il documento non è mai stato votato, chiediamo quindi la convocazione urgente di un nuovo Consiglio nazionale nel quale vengano discusse le tematiche etiche contenute nel documento, che non possono essere liquidate con generiche dichiarazioni di condivisione di contenuti tutti da verificare nei fatti».
In difesa della Federazione interviene Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità del Senato. «Il documento - afferma Marino - è in perfetta linea con la legislazione italiana. Per questo sono sorpreso dalle critiche. Mi aspetto che i progressi della scienza entrino nelle scelte che hanno a che fare con la sanità».
Si schiera a favore anche Giacomo Milillo, segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia: «I medici sono impegnati a salvaguardare la vita nel rispetto della dignità delle persone. Anche il documento della Federazione degli Ordini professionali si muove in questa direzione nel rispetto della pluralità dei valori».
Ma di cosa parla il documento contestato? In primo luogo dell´applicazione della 194, una legge dello Stato. Poi della pillola del giorno dopo: non è una procedura abortiva, ma solo un anticoncezionale, già previsto dalle norme e quindi non si può negare alla donna che lo richiede. Quindi la Ru486, alternativa all´aborto chirurgico, approvata dall´Agenzia europea del farmaco (Emea), perciò impossibile da vietare in Italia. Da noi, tra l´altro, dovrà essere somministrata e controllata solo in una struttura ospedaliera pubblica. Ultimo punto, una riflessione sulla diagnosi preimpianto dei tre ovociti consentiti dalla legge sulla fecondazione assistita. I medici vogliono ragionare sulla possibilità di effettuare la diagnosi genetica, anziché solo quella osservazionale, per evitare che alcune malattie genetiche come la talassemia si possano trasmettere al feto.
«Il documento etico è stato oggetto di una relazione puntuale all´ultimo Consiglio nazionale. Ognuno dei presidenti provinciali aveva a disposizione il testo - precisa il presidente della Federazione degli Ordini, Amedeo Bianco - e dopo la discussione ho comunicato ai componenti del Consiglio l´intenzione di rendere disponibile al pubblico dibattito alcuni punti del testo. Non ho mai affermato che abbiamo votato il documento ma solo che era un testo in discussione».