Saraceni, presidente dei medici credenti: non mi sembrava il momento per prese di posizione di questo tipo
Scienza e vita: "E´ un colpo di mano"
L´associazione: serve un referendum. La rabbia dei sanitari cattolici
Alessandro Caruso, direttore di ostetricia al Gemelli: troppi alibi
ELENA DUSI
ROMA - Ma in nome di chi parla la Federazione degli Ordini dei medici? «Dinanzi a questo colpo di mano, i camici bianchi devono far sentire forte la loro voce» protesta il movimento "Scienza e Vita". Secondo l´associazione cattolica, il documento emanato dalla Federazione non è rappresentativo. E per dimostrarlo propone di «sottoporlo a un referendum» fra i medici. Il movimento, sempre pronto a intervenire quando si affrontano i temi di etica, scienza e medicina, non poteva tacere ieri di fronte a un documento ufficiale che in una volta sola getta sul piatto tutti i temi più controversi del momento: aborto, contraccezione, pillola abortiva e diagnosi preimpianto degli embrioni. «Il documento - si legge nel comunicato ufficiale di "Scienza e Vita" - in un colpo solo giudica la legge 194 la migliore possibile anche sotto il profilo morale (almeno questo avrebbero potuto risparmiarselo), sdogana la diagnosi preimpianto, la pillola del giorno dopo e l´aborto chimico con la Ru486».
Fra i medici di area cattolica estranei a "Scienza e Vita" c´è chi appoggia l´idea del referendum e chi proprio non giustifica il tono aspro dello scontro. A tutti comunque la presa di posizione della Federazione degli ordini dei medici pare inopportuna. «Sono fuori Italia, e forse ho perso qualche puntata. Ma da qui la mia prima reazione è di meraviglia» commenta Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell´università romana di Tor Vergata. «Per quanto riguarda la 194 - aggiunge - credo che la legge vada prima applicata fino in fondo. Solo poi si potrà valutare». Un giudizio aperto sulla norma che ora compie 30 anni arriva anche da Vincenzo Saraceni, presidente dell´Associazione medici cattolici italiani. «Non mi sembra il momento per prese di posizioni simili, anche perché la 194 ha effettivamente ridotto il numero degli aborti. Piuttosto, dovremmo lavorare tutti insieme per renderla effettiva anche nella parte in cui prevede aiuti alle donne in difficoltà. Più in generale, dovremmo impegnarci per trattare in maniera coerente tutti i temi che riguardano la vita. Sia per quanto riguarda il suo inizio che la fine». C´è una piega della 194 su cui Alessandro Caruso, professore alla Cattolica di Roma e direttore della clinica di ostetricia all´ospedale Gemelli, invita a concentrarsi per dirimerne i problemi. «Per consentire gli aborti oltre la tredicesima settimana, viene chiamato in causa il rischio per la salute psichica della madre. Ma a me sembra che questa clausola venga usata come un alibi per fare qualunque cosa». Da Giuseppe Noia, docente di medicina prenatale alla Cattolica di Roma e presidente della commissione scientifica dei consultori cristiani, arriva forse il commento più duro nei confronti del documento della Federazione: «Non parlo da cattolico, ma da medico. Quel testo contiene gravi errori scientifici. La 194 infatti viene usata effettivamente per il controllo delle nascite. La Ru 486 costringe la donna ad assistere all´agonia del figlio in nome di un aborto "facile e sicuro", la diagnosi preimpianto è uno strumento vero e proprio di eugenismo, oltre a causare nell´80 per cento dei casi la perdita dell´embrione».