L´annuncio a Repubblica tv della capogruppo Pd al Senato
"Applicare pienamente la 194" mozione Finocchiaro-Binetti
Documento comune con la senatrice teodem: tanti i punti che ci uniscono
PAOLA COPPOLA
ROMA - Applicare la 194 per garantire la libera scelta delle donne. Scritta da Anna Finocchiaro e Paola Binetti. La capogruppo del Pd a Palazzo Madama e la senatrice teodem. Una mozione comune. Si può fare, è anzi cosa fatta.
«È una mozione che chiede la piena applicazione della legge», annuncia la Finocchiaro a Repubblica Tv e, mentre ricorda le differenze d´opinione e le discussioni con la Binetti, chiarisce da dove nasce la scelta di un testo condiviso proprio sul tema dell´aborto (testo che è stato inviato ieri a tutte le senatrici del partito democratico): «Ritengo essenziale la presenza dei cattolici nel Pd, ma quando si sta in politica dobbiamo partire dal presupposto che il nostro è uno stato laico e che non si può scegliere un atteggiamento di interdizione su temi tanto delicati», dice. Tre pagine di mozione nella quale si parte da una premessa: il giudizio positivo sulla 194 «che ha permesso di limitare fortemente l´aborto da ritenersi sempre un dramma sociale e individuale del quale è auspicabile la completa scomparsa>.
Poi ribadisce che la 194 non si tocca. Va verificata che vi sia «un´applicazione piena, coerente ed omogenea della legge nel rispetto della libertà e responsabilità della donna». Nessuna deriva eugenetica: «È uno strumento utilissimo, soprattutto per le donne immigrate, che senza questa legge sarebbero consegnate alle mammane. La rappresentazione che viene fatta della 194 è falsa: non c´è alcuna deriva eugenetica», afferma la Finocchiaro. Come dicono i dati: «Gli aborti terapeutici riguardano solo lo 0,7 del totale. E il miliardo e 700 milioni di aborti nel mondo, di cui si parla per confondere la gente, non ha niente a che vedere con questa legge».
In serata la senatrice elenca i punti (che sono nella mozione) condivisi con la Binetti . Lo fa intervenendo a L´Infedele di Gad Lerner su La7. «Innanzitutto la prevenzione dell´aborto». E ancora: la contraccezione, soprattutto per quanto riguarda gli adolescenti, le donne immigrate che sono la «vera emergenza», le maternità difficili e la necessità che vengano assistite da un intervento pubblico, il potenziamento dei reparti intensivi neonatali e dei consultori familiari, e la necessità di politiche che assecondino il desiderio di maternità delle italiane.
Ai partiti proprio ieri il Movimento per la vita ha chiesto di schierarsi sull´aborto prima dell´election day. Con un documento che individua quattro punti per aiutare gli elettori a districarsi nella campagna elettorale, a cominciare dalla promozione della moratoria sull´aborto