Articolo da "La Repubblica" del 4 febbraio 2008


Il Papa: la vita va difesa anche prima della nascita
Scontro sui feti prematuri. E l´Avvenire: fermate la Ru 486
Il centrodestra: aggiornare la 194 Bertinotti: quella legge conquista di civiltà

ROMA - In un clima da vigilia elettorale, si riaccende lo scontro sui temi etici e sulle scelte politiche. Si alzano i toni e tornano le barricate su vita, aborto, diritti delle donne e doveri dei medici.
Ieri, dopo il documento dei ginecologi delle università romane («il feto prematuro va rianimato anche contro la volontà della madre»), è sceso in campo Benedetto XVI. Nella solennità di piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che la vita deve essere «tutelata» e «servita» sempre, «ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale». Il nuovo appello di Ratzinger contro l´aborto e l´eutanasia ha preso spunto dalla Giornata per la Vita promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Un monito a cui si sono aggiunte altre parole di riflessione, quelle del cardinale Tettamanzi a tutti i cattolici. L´arcivescovo di Milano ha invitato i fedeli a «fare un esame di coscienza» e a testimoniare ogni giorno che la vita «è un bene inestimabile», perché questo è il compito della Chiesa e della comunità cristiana, un compito da portare avanti non solo con le parole ma anche «con le opere», con «un´azione concertata» a cui collaborino singole persone, istituzioni e risorse: così si semina la speranza nel contesto di una «cultura di morte».
Il mondo cattolico serra le fila: ieri anche l´Avvenire, quotidiano della Cei, è intervenuto con un duro editoriale contro l´entrata in commercio della pillola abortiva. L´autorizzazione alla vendita in Italia, scrive il giornale, non può essere «né un atto tecnico né automatico», perché la Ru486 «mette a rischio la salute della donna e la lascia ancora più sola».
Agli appelli delle autorità religiose fanno eco gli slogan dei partiti e il dibattito scivola più concretamente sulla legge 194. «Tre aborti terapeutici su dieci sono, in realtà, interruzioni volontarie di gravidanza», afferma la senatrice Maria Burani Procaccini di Forza Italia. «Bisogna intervenire con una commissione d´inchiesta che valuti i tentativi subdoli di bypassare la legge 194». Legge che «va aggiornata anche alla luce delle nuove tecniche di rianimazione dei prematuri», aggiunge Wanda Ciaraldi, responsabile bioetica dell´Udeur. E Lorenzo Cesa, segretario dell´Udc: «Noi saremo sempre contro aborto e eutanasia».
Per Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, negli ospedali «all´orrore dell´aborto si aggiungono talvolta altri orrori». Può capitare, denuncia, che «i bimbi vengano messi sul davanzale delle finestre o addirittura in frigorifero per affrettarne la fine o semplicemente abbandonati a se stessi sul tavolo operatorio in attesa che la vita si spenga».
Se il centrodestra cavalca la polemica e si compatta contro la legge 194, una parte della sinistra non tace. Fausto Bertinotti, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, dice di provare «rispetto e distanza» di fronte alle affermazioni di Benedetto XVI su aborto e tutela della vita. Ma, aggiunge, «io non sono d´accordo, penso che la legge sull´aborto in Italia sia una grande conquista di civiltà». Per Titti Di Salvo, capogruppo della Sinistra democratica alla Camera, «ci sono già tutti i segni di una campagna elettorale a colpi bassi. Il colpo basso più inaccettabile è quello contro le donne italiane sferrato attraverso l´attacco alla 194. Una legge buona perché rispetta la libertà delle donne e conosce il dolore della rinuncia alla maternità». È indignata Rita Bernardini, segretario dei radicali, per il documento dei medici sulla rianimazione dei feti anche in caso di aborto terapeutico. «La cosa che colpisce di più è che c´è un certo gruppo di potenti, siano del Vaticano o dei partiti o professori neonatologi, che vogliono decidere al posto dei genitori, al posto della madre, ma direi anche al posto di innocenti condannati ad una vita infelice». (m.c.)