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ROMA - Nel silenzio ufficiale del Cavaliere, a stroncare quasi l´ipotesi di un apparentamento della lista antiaborto di Giuliano Ferrara con il Popolo delle libertà è Gianfranco Fini, smentendo così le notizie filtrate nel pomeriggio di ieri dopo un incontro tra lo stesso leader di An e il suo proconsole romano Gianni Alemanno: «Mi auguro che Ferrara - dice Fini al Tg1 delle 20.00 - desista dall´idea di presentare una lista collegata ad una questione drammatica come quella dell´aborto».
Ferrara sì, Ferrara no, Ferrara forse. Dal pulpito del Foglio l´interessato osserva quasi divertito le contorsioni del centrodestra di fronte all´ipotesi di una sua candidatura a sindaco di Roma. A metà pomeriggio da via della Scrofa sembra arrivare luce verde all´apparentamento e Ferrara si affretta a incassare: «Mi ha fatto grandissimo piacere l´endorsement di An. Ora aspetto l´annuncio ufficiale di Berlusconi, perché l´apparentamento si deve fare con tutta la famiglia». Il problema infatti è che l´Elefantino accetta di candidarsi a sindaco solo a patto che il Pdl si unisca in due circoscrizioni del Senato -Lazio e Lombardia - alla sua lista anti-aborto, «altrimenti no». Una prospettiva che lascia molto freddo il Cavaliere, timoroso che il "Kulturkampf" (al contrario) di Ferrara possa procuragli più danni che vantaggi. «Apparentandoci con Ferrara rischieremmo strumentalizzazioni da quelli ai quali abbiamo detto no, come l´Udc e La Destra», ha osservato Berlusconi con quanti peroravano la causa del direttore del Foglio. Tra i consiglieri del Cavaliere c´è poi chi ricorda come il fondatore di Forza Italia si sia sempre mantenuto alla larga dai temi "eticamente sensibili", arrivando a consigliare ai candidati azzurri (vademecum per le elezioni 2001) di evitare di impelagarsi in certe discussioni di «coscienza».
Nonostante alcuni forzisti temano che Ferrara possa rivolgere domani le sue attenzioni alla Rosa Bianca di Pezzotta, proponendo all´ex portavoce del Family Day un "apparentamento tecnico", la prospettiva di un´intesa appare sempre più lontana. «I temi etici non possono essere al centro della campagna elettorale - spiega il forzista Sandro Bondi - , ecco perché non credo che la lista di Ferrara entrerà nel Pdl». Anche alcuni prelati, consultati da An, avrebbero suggerito di «resistere» a Ferrara, temendo un effetto boomerang sulla battaglia antiabortista.
Al momento quindi resta lo stallo, con Berlusconi e Fini decisi a non concedere quell´apparentamento che darebbe valenza nazionale alla battaglia antiabortista. Se l´ipotesi dell´accordo con il direttore del Foglio dovesse tramontare (è attesa per oggi la risposta definitiva del Cavaliere), Forza Italia è d´accordo nel lasciare a Giorgia Meloni l´onere di sfidare Rutelli. In cambio andrebbe a un azzurro - in pole position l´europarlamentare Alfredo Antoniozzi - la candidatura per la provincia di Roma.
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