Articolo da "La Repubblica" del 17 febbraio 2008


La lista contro l´aborto divide i cattolici
Sì del Movimento per la vita, perplesse le Acli. Don Mazzi: operazione spregiudicata
E a Genova l´Opus Dei applaude l´iniziativa di Ferrara
ORAZIO LA ROCCA

ROMA - «La lista Ferrara? Un´iniziativa discutibile, anche se pone al centro del dibattito politico il dramma dell´aborto». «No, è un passo giusto, perché la difesa della vita nascente interpella credenti e non credenti». «Macché: la vita non si difende così, quella lista è solo una provocazione».
La lista pro life di Giuliano Ferrara divide i cattolici. A non tutti piace l´idea di mettere in pista per il voto del 13-14 aprile una formazione politica «monotematica» sulla lotta all´aborto. Tutto questo, mentre da parte delle alte gerarchie negli ultimi tempi in più occasioni è stato spiegato che la Chiesa in politica non si schiera, ma che i cattolici, in coscienza, sono tenuti ad appoggiare chi difende valori «non negoziabili» come - appunto - la difesa della vita, la lotta all´aborto e all´eutanasia, la famiglia formata dall´unione tra un uomo e una donna. E forse anche per sottolineare questa posizione, il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Dino Boffo, ha speso una parola a favore della «presenza» dell´Udc di Pierferdinando Casini e il cardinale vicario Camillo Ruini si è fatto persino intervistare in tv proprio da Giuliano Ferrara.
I segnali più convinti per la lista anti aborto arrivano da Scienza & Vita il cui portavoce Domenico Delle Foglie dice che «Ferrara ha il merito di aver irrigato con un po´ di acqua di sorgente il terreno inaridito della politica italiana. Molto si discuterà sull´opportunità di trasferire direttamente una questione eticamente sensibile come l´aborto sul terreno della battaglia politica. Ma - si chiede Delle Foglie - non sarebbe meglio cogliere il senso della novità di questa esperienza che ci allontana quel tanto che serve dal modello della partitocrazia che conosciamo per avvicinarci a stili di lotta politica più vicini a quello americano?». Delle Foglie non si «stupisce che la lista Ferrara possa esercitare un certo fascino sui cattolici. Ma resta pur vero che i cattolici, come tutti i cittadini elettori, misurano le diverse proposte politiche e verificano se esse rispondono complessivamente ai propri valori di riferimento».
Per il presidente delle Acli Andrea Olivero è «assurdo che la difesa della vita venga posto così al centro del dibattito politico», e che «il miglioramento della legge 194 sia diventato un tabù inattaccabile». «Siamo ovviamente contrari all´aborto, ma - puntualizza Olivero - non ci convince il metodo usato da Ferrara per portarlo al centro dell´attenzione. La politica non è solo l´aborto, ma è anche attenzione alla famiglia, al lavoro, gli immigrati, alla scuola».
Nessun dubbio del Movimento per la vita: il presidente Carlo Casini, pur precisando che «il tema è molto delicato», ricorda che «come sempre guardiamo con simpatia e gratitudine a chi si batte per la difesa della vita». Per Casini, Ferrara ha avuto comunque «il merito di aver portato al centro del dibattito politico una questione così importante e di aver incentrato il dialogo tra laici e cattolici sul tema della difesa della vita, al di là delle barriere politiche». Palesemente «perplesso sull´iniziativa di Ferrrara» è don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, secondo il quale «un tema delicato come l´aborto non va affrontato con una proposta così spregiudicata. Penso che su argomenti come la vita nascente e l´interruzione della gravidanza sarebbe meglio fare meno chiasso, osservare più prudenza e più rispetto, senza alzare barricate ideologiche».
Nessun giudizio politico, ma «attenzione certamente sì alla lista per la vita», arriva dal portavoce ufficiale dell´Opus Dei Giuseppe Corigliano, che ieri non a caso ha accompagnato proprio Ferrara all´inaugurazione dell´anno accademico della residenza universitaria di Peschiera, a Genova, una storica istituzione dell´Opera. «Ferrara ha parlato della sua iniziativa, della lotta all´aborto e del diritto della donna alla maternità. È stato ascoltato con grande interesse ed ha ricevuto tanti applausi».
«C´è sempre attenzione e mai indifferenza verso un tema così importante come la difesa della vita nascente», commenta Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant´Egidio, il quale sostiene che «è tempo ormai che tutti si facciano carico di dare risposte per far crescere la cultura della vita». Una cultura, ricordano i volontari della stessa Comunità di Sant´Egidio, che «abbiamo portato avanti in oltre 40 anni di attività accanto agli ultimi, ai carcerati, ai condannati a morte, ma senza spaccature tra laici e cattolici. E speriamo che questo non accada ora».