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ROMA - Giornalisti e cameramen tv, tutti a inseguire la contestatrice. Gabriella, femminista storica munita di fischietto, interrompe la kermesse anti abortista di Giuliano Ferrara in piazza Farnese: «Io ho una zia morta per mano delle mammane, Ferrara sei un pallone gonfiato, stai provocando, non ti puoi permettere di aprire la tua campagna elettorale anti abortista proprio l´8 marzo», grida. Ci si mette anche Anselma Dell´Olio, moglie di Ferrara, ad allontanarla. Le due donne si fronteggiano, e Anselma si scaglia: «Sei il braccio dell´aborto... evviva l´aborto e la morte». Fuori programma nell´avvio di campagna elettorale della lista "Aborto? No grazie. Per la moratoria con Giuliano Ferrara".
Piazza Farnese è semi vuota, trecento persone circa, un mezzo flop che Ferrara però ribattezza «il nostro Hyde Park corner, una manifestazione di pochi». I pochi replicheranno a Milano, forse in piazza Duomo. E poi, per altre iniziative «cercheremo rifugio nelle parrocchie». Gli amici in piazza applaudono i passaggi del discorso del direttore del "Foglio". Già prima, Ferrara ha attaccato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «In un ispirato discorso maschile il capo dello Stato invita a non ferire l´autonomia di decisione delle donne. Avrebbe dovuto aggiungere che la libertà delle donne non si realizza spingendole in braccio ai chirurghi negli ambulatori abortisti e che nel mondo centinaia di milioni di bambine vengono escluse dalla vita per decisione dello Stato e di uno schiavismo genetico che meriterebbe la censura e la moratoria di tutte le nazioni civili». Affondo anche contro Umberto Veronesi, capolista Pd al Senato a Milano, bollato come «guru in camice bianco della nuova eugenetica». L´aborto è «maschio», dice Ferrara, la 194 una legge nata per difendere la maternità «ma è stata tradita» e «oggi i certificati di aborto sono rilasciati come vaglia postali». Parola d´ordine: i feti non sono «rifiuti ospedalieri» ma bambini a cui dare nome e cristiana sepoltura, «già così si dimezzerebbero gli aborti». Vengono distribuiti volantini sul "Nuovo femminismo", manifesto proposto da Olimpia Tarzia e sottoscritto da una cinquantina di donne tra cui Clarissa Burt e Claudia Cardinale, Ornella Vanoni e Carla Fracci. Dal palco parlano alcuni candidati. Giovanni Lindo Ferretti, cantautore un tempo di estrema sinistra, intona il "Te deum". La lista Ferrara sarà presentata alla Camera, al Senato no, non sarà di disturbo al partito di Berlusconi. Prospettive? A Ferrara piacerebbe vincere e offrire a Berlusconi il posto di ministro della Sanità. Improbabile. Però una svolta culturale «si può fare», per l´ateo devoto Ferrara.
(g.c.)
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